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Abi e prestiti bancari

del 24/02/2014

Secondo l’ufficio studi dell’ABI, i prestiti in sofferenza inizia a essere sempre meno sopportabile per i bilanci bancari. In Dicembre 2013, il rapporto tra sofferenze lorde e impieghi è aumentato raggiungendo la quota dell'8,1%. L’anno scorso il rapporto era del 6,3%, laddove all’inizio della crisi, nel 2007, era posto al 2,8%. Il dato più alto è stato riscontrato dal centro studi dell’ABI nei risultati emersi nel maggio 1999, quando il rapporto era all’8,3%.

Per quanto concerne le sofferenze lorde degli istituti bancari del nostro Paese, l’ABI ha evidenziato che, nello scorso dicembre, queste avevano raggiunto un ammontare pari all’incirca a 156 miliardi di euro, con una maggiorazione su base annua di 31 miliardi di euro. Erano pari a 80,3 miliardi di euro le sofferenze al valore di realizzo, mostrando in questo caso una maggiorazione di 16 miliardi di euro sempre in confronto allo stesso mese dell’anno precedente, laddove sul fronte congiunturale l’aumento è stato di 5 miliardi di euro.

Sulla questione dell’accesso al credito, si è verificato un evidente arresto del calo dei prestiti. Il rallentamento è stato individuato a gennaio dell’anno in corso, tuttavia il centro studi non si sbilancia considerando ancora prematuro parlare di inversione di tendenza. Il rapporto mensile dell'ABI evidenza comunque che il totale degli impieghi a residenti in Italia sempre a gennaio ha raggiunto la soglia dei 1.853,2 miliardi di euro, segnalando una contrazione su base annua del 3,3%. Per quel che concerne i prestiti concessi a imprese e nuclei familiari, vediamo che l’ammontare complessivo, pari a 1.416,5 miliardi di euro, è in calo del 3,9% in termini tendenziali, laddove a dicembre la perdita è stata del 4%. Sono inoltre scesi del 7,5% i prestiti a breve termine, mentre hanno avuto un calo minore pari al 2,6% quelli a lungo termine.

Con riguardo ai tassi di interesse, l’ABI ha sottolineato che, a gennaio di quest’anno, il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni ha raggiunto la soglia del 3,54%, rilevando quindi una crescita se si considera che sia a dicembre che a novembre dell’anno passato era al 3,42%. Nel complesso, sul totale dei prestiti concessi il tasso medio è stato del 3,90%, mentre quello sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è risultato pari al 3,47%.

La raccolta dalla clientela a gennaio ha subito anch’essa un forte decremento equivalente ,in base ai riscontri ABI, alla perdita dell’1,92% su base annua. Due dinamiche contrastanti hanno poi riguardato la raccolta a breve e le obbligazioni bancarie: infatti, se la prima ha subito una maggiorazione del 2,19%, le seconde sono state vittime di un forte calo che ha gennaio è stato del 10,4% annuo. In un anno, per concludere, la raccolta da clientela nel nostro Paese è diminuita per un ammontare superiore ai 33 miliardi di euro.

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