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Confindustria, video denuncia alla politica

del 17/02/2014

"Dateci un paese normale e vi faremo vedere di cosa saremo capaci". È questa la frase utilizzata dal presidente di Confindustria Squinzi per presentare l’ultima iniziativa promossa per sensibilizzare la politica al sostegno del comparto industriale italiano.

L’evento “Senza impresa non c’è ripresa”, ideato da Licia Mattioli, consentirà a tutti, imprenditori e cittadini, di realizzare un video di 30 secondi – da caricare sul sito www.ripresaeimpresa.it – e raccontare la realtà imprenditoriale italiana, soprattutto i suoi disagi e malfunzionamenti.

Slogan dell’iniziativa: "Amo l'Italia ma non basta". Alla cerimonia di presentazione, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi e una platea di 600 imprenditori della Regione Piemonte hanno dato il via alla video-denuncia con un filmato, molto ben realizzato, incentrato sui problemi che angosciano – da troppo tempo! - gli imprenditori italiani.

Questo video-messaggio inaugurale – primo passo della “marcia digitale” ideata da Marco Testa (Gruppo Armando Testa) e da Reply – ha un destinatario privilegiato: il governo centrale, vecchio e nuovo che sia. Il mondo della politica potrà così vedere coi propri occhi di cosa si parla quando si denuncia la distruzione del comparto imprenditoriale italiano.

Durante l’incontro, si è fatto un lungo elenco di tutto ciò che in Italia non funziona e che rende quasi impossibile fare impresa. Malgrado ciò, il Presidente Squinzi ha spazzato via il campo da qualsiasi polemica: "Questa manifestazione non è contro un governo o a favore di un altro governo che può venire. È una protesta contro una cultura antindustriale che ormai da qualche decennio è diventata prevalente".

Il gruppo d’imprenditori piemontesi, di rimando, si è espresso attraverso le parole di Licia Mattioli, Presidente dell’Unione Industriali di Torino: "Vogliamo dire basta a un paese che ha smesso di credere nell'impresa".

Marco Testa, infine, presidente di Assocom, Associazione Aziende di Comunicazione chiarisce il tono che questa protesta vuole assumere: "È una scossa, non distruttiva come quella dei forconi, ma con amore".

Raccolti tutti i contributi video, saranno inoltrati al Governo in carica e utilizzati come ennesimo atto di denuncia sullo stato dell’industria italiana.

Anche nei giorni, concitatissimi, dei nuovi cambiamenti al timone dell'Italia. Anche nel fragore delle trasformazioni in atto nei palazzi del potere, il tema impresa deve rimanere al centro dell'agenda politica. Le orecchie del nuovo esecutivo in carica saranno più ricettive di quelle, troppo spesso “da mercante”, del Governo Letta.

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