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Squinzi lancia la “marcia digitale”

del 17/02/2014

"Dateci un Paese normale e vi faremo vedere di cosa saremo capaci". Con questo appello, Giorgio Squinzi, presidente di Confidustria, si rivolge al Governo di fronte ad una platea di più di 600 imprenditori che, lo scorso 13 febbraio, si sono ritrovati a Torino nella sala dell'Unione Industriale. È un Paese che deve cambiare passo quello che vogliono gli imprenditori, un Paese finalmente proiettato verso la ripresa. E quelle pronunciate da Squinzi sono le parole con cui da Torino è partita la "marcia digitale dei 40mila". Si tratta di un'iniziativa creativa realizzata insieme con Marco Testa, Presidente di Assocom, l'Associazione Aziende di Comunicazione: un video in cui gli imprenditori italiani raccontano il proprio disagio e le difficoltà che incontrano ogni giorno. Il destinatario è il Governo a cui viene mostrato ciò che accade quando non si investe nella produttività e quando il comparto industriale italiano viene distrutto.

A Torino si è parlato soprattutto di quello che in Italia non funziona e di quanto questi rallentamenti facciano male non solo agli imprenditori, ma all'intero Paese. Squinzi però ha precisato che non si intende polemizzare con il Governo: "Questa manifestazione non è contro un governo o a favore di un altro governo che può venire -ha spiegato il presidente di Confindustria- È una protesta contro una cultura antindustriale che ormai da qualche decennio è diventata prevalente".

Dal canto loro gli imprenditori piemontesi per bocca di Licia Mattioli, Presidente dell’Unione Industriali di Torino, urlano a gran voce che bisogna dire basta ad un Paese che non crede più nell'impresa. La Mattioli è inoltre l'ideatrice dell'evento “Senza impresa non c’è ripresa”, un'altra iniziativa creativa che si ricollega a quella promossa da Testa e che consente agli imprenditori di compiere la "marcia digitale" sul sito www.ripresaeimpresa.it. "Amo l'Italia ma non basta" è il leitmotiv dei video di 30 secondi in cui ognuno può raccontare la realtà italiana e dire la propria opinione sui malfunzionamenti del nostro Paese. Una volta raccolti tutti i contributi video, essi verranno inviati al Governo e utilizzati come strumento di denuncia e sollecitazione.

Per Marco Testa questa sarà una scossa positiva, "non distruttiva come quella dei Forconi". E in effetti, denunciare i malfunzionamenti potrebbe essere una strategia valida per mettere l'esecutivo, troppo impegnato a risolvere i suoi golpe interni, davanti alla realtà e alla quotidianità che ogni giorno gli italiani devono affrontare. La "marcia digitale" potrebbe essere un punto d'inizio di un confronto produttivo e, finalmente, risolutivo.


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