Secondo un rapporto pubblicato da Unioncamere, si evidenzia
una previsione negativa per quel che concerne le perdite di lavoro nei primi
tre mesi del 2014 con la perdita di ben 14.500 posti di lavoro. Si tratta senza
dubbio di una cifra ingente che tuttavia risulta la più bassa dell’ultimo anno
e mezzo.
Il rapporto che ha diffuso l’unione delle camere di commercio è stato
realizzato di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
Si sottolinea però che il suddetto saldo negativo tra entrate e uscite di unità
occupazionali non esclude degli spiragli soddisfacenti, come appunto il fatto
che un eventuale miglioramento dell’export potrebbe incrementare le previsioni
occupazionali delle imprese con un numero di dipendenti superiore alle 50 unità
che operano nei settori del manifatturiero “made in Italy”.
Si spera soprattutto per il comparto meccanico, nel quale gli auspici indicano la creazione di 3mila i posti di lavoro in più entro marzo.
Il saldo negativo, quindi, non implica delle pessime
previsioni, anche se i dati a disposizione non sono proprio incoraggianti. Nonostante
questo, ’auspicio delle imprese è quello di poter dar vita a 185 mila nuove
assunzioni entro i primi tre mesi dell’anno in corso. Sul punto Unioncamere ha
ribadito che il terreno risulta più fertile rispetto agli anni passati.
Nello
specifico, le aziende hanno già fatto sapere che proprio entro fine marzo vi
sarà la necessità di assumere ben 17.200 operai specializzati nei diversi
settori che vanno da quello chimico a quello dell’edilizia. Tra questi
potrebbero essere assunti quindi 5.500 informatici e più di 5.200 assistenti
sociali, laddove 3.700 posti saranno destinati a tecnici della sanità e dei
servizi sociali e infine all’incirca 2.200 si riferiranno a ingegneri,
architetti e professioni assimilate.
A questi specialisti in campo tecnico e
settoriale andranno poi ad aggiungersi oltre 8 mila assunzioni nel campo della
segreteria e dei servizi in generale, quasi 5.200 unità inerenti i commessi e
altro genere di personale qualificato nella grande distribuzione, oltreché
circa quasi 4.600 operai nelle attività metalmeccaniche che saranno richiesti
in altri settori.
Un periodo buio sarà, infine, per gli operatori nel settore dei servizi turistici, per i quali non si prevedono purtroppo nuove assunzioni almeno in questi primi tre mesi dell’anno.
