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Expo 2015 la ripresa economica in moto

del 11/02/2014

Expo 2015 la ripresa economica in moto

E’ stato ripetuto incessantemente da più parti: l’Expo 2015 costituirà un passaggio fondamentale per il decollo della ripresa economica italiana.
Data l’esperienza e la consuetudine dei cittadini del Bel Paese con gli annunci mendaci e le smentite, tuttavia, è giusto tenere gli occhi puntati sullo stato dell’arte della grande manifestazione milanese del prossimo anno.
A che punto siamo?   
In piena fase di lavori in corso. I posti di lavoro promessi, comunque, sono già una realtà tangibile.
Giuseppe Sala, Commissario unico Expo 2015, ha tirato le prime somme e ha fornito la ragguardevole cifra maturata in questo periodo di lavori attraverso beni e servizi: le imprese che stanno lavorando attivamente alla realizzazione del grande progetto Expo 2015 sono oltre 1000, generando, ad oggi, un volume di affari pari a circa mezzo miliardo di euro.
Peraltro, c’è ancora tanto da fare e molte imprese sono in tempo per tentare di entrare all’interno del progetto Expo 2015 che, va ricordato, porterà nel nostro paese milioni di visitatori da tutte le parti del mondo e tutto ciò che si può facilmente immaginare in termini positivi per il rilancio dell’economica nazionale.
 Il Commissario unico Sala ha comunicato:
“Esamineremo le proposte delle aziende interessate ad un proprio spazio all'interno del sito espositivo fino al 28 febbraio, dopo non ci saranno più i tempi, dobbiamo passare rapidamente alla fase operativa e organizzativa“.
L’Expo2015 si sta già concretizzando ogni giorno di più: i primi padiglioni – ben 26 – sono stati consegnati lo scorso Dicembre 2013. Si suppone che la consegna sarà conclusa entro il prossimo Maggio. Tutto ciò, a proposito di posti di lavoro, è possibile grazie al supporto di circa 4 milioni di operatori. Un progetto faraonico, non c’è che dire.
Gli ospiti in arrivo provengono da 140 nazioni, che esporranno suddivise in 7 padiglioni.
“Le aziende metteranno il loro marchio al servizio del tema dell'evento, l'alimentazione e l'energia ecosostenibile”, prosegue il Presidente. Facciamo un po’ di nomi delle imprese che saranno presenti: Cnh (gruppo Fiat), la China Varke - presente anche all'Expo di Shangai – ed altre di spessore internazionale sempre ovviamente nel settore agroalimentare.
Altre aziende e molte partnership si stanno definendo in questo periodo come ad esempio appalti per forniture di servizi e beni, stimati intorno ad un volume di affari pari a 220 milioni; contratto di affitto per la gestione dei tanti padiglioni, a quota 40 milioni di euro.

Gli Emirati Arabi realizzeranno gli investimenti maggiori: non bisogna dimenticare che, dopo il 2015, saranno loro a ospitare la seconda edizione dell’Expo internazionale agroalimentare.
Ci sono tutti gli ingredienti per guardare con fiducia, una buona volta, al futuro economico dell’Italia.

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