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Notifica tardiva di atti di accertamento chi risponde

del 11/02/2014

La sentenza  n. 20365/2013 della Corte di Cassazione attiene alla questione del risarcimento dei danni cagionati all’Amministrazione finanziaria dalla tardiva notificazione di un avviso di accertamento da parte dei messi comunali. Occorre premettere che  la notificazione degli atti di accertamento è disciplinata dall’art. 60 del DPR n. 600/1973 a mente del quale  la notifica è eseguita dai messi comunali ovvero dai messi speciali autorizzati dall’ufficio delle imposte ( secondo le disposizioni generali previste in materia di notifica degli atti dagli artt 137s.s. c.p.c.).

Ebbene, nella sentenza in commento, la Corte di Cassazione,conferma la sentenza emessa dal giudice d’appello che accoglie le richieste avanzate dal Ministero delle Finanze ovvero, una volta accertata la responsabilità civile del Comune,  condanna quest’ultimo al pagamento di una somma di denaro a titolo risarcitorio a causa della tardiva notifica (tempestivamente richiesta dall’Ufficio di registro)di atti tributari.

La Corte, con la sentenza in esame, sottolinea come responsabilità civile e responsabilità amministrativa in tema di notificazione di atti tributari, pur scaturendo dallo stesso fatto,ovvero la tardiva notificazione di un avviso di accertamento da parte del messo comunale,presentano delle differenze sia dal punto di vista oggettivo che soggettivo.

Ed infatti la prima delle due responsabilità si riferisce all’azione risarcitoria proposta dall'Amministrazione finanziaria nei confronti del Comune e degli altri responsabili, la quale trova fondamento nella responsabilità solidale dei convenuti, in relazione al mancato adempimento da parte Comune dell'obbligazione derivante da un rapporto di mandato "ex lege".

Invece la "responsabilità amministrativa" fa riferimento  ai danni causati all’ente nell’ambito o in occasione del rapporto d’ufficio: affinché un soggetto possa essere chiamato a rispondere in sede di responsabilità amministrativa occorre che lo stesso, con una condotta dolosa o gravemente colposa collegata o inerente al rapporto esistente con l’amministrazione, abbia causato un danno pubblico risarcibile che si ponga come conseguenza diretta e immediata di detta condotta .Dunque l'azione di responsabilità contabile promossa dal P.G. della Corte dei Conti nei confronti del messo comunale ,per i danni conseguenti alla tardiva notifica di un accertamento tributario,e l'azione contrattuale nei confronti del Comune sono domande che, pur ricollegabili ai medesimi fatti, risultano diverse tanto sotto il profilo oggettivo quanto sotto quello soggettivo”.Ciò è vero in quanto con l’azione di responsabilità contabile si vuol far valere una responsabilità amministrativa a tutela del generale interesse al corretto esercizio della funzione amministrativa e contabile (artt. 97 e s.s. Cost.).

Dunque, la responsabilità amministrativa graverà sul messo comunale in relazione ai danni causati al Ministero delle Finanze per la intervenuta decadenza dell’accertamento dovuta a tardiva notificazione,e verrà accertata nell’ambito del processo contabile dinanzi alla Corte dei Conti..

Invece  la responsabilità civile graverà sul Comune il quale si è reso inadempiente al contratto di mandato ex lege sussistente tra esso e il Ministero delle Finanze in relazione alla notificazione degli atti tributari affidatigli. Trattandosi di un’azione civile di responsabilità sarà azionata dal soggetto danneggiato ovvero dal Ministero delle Finanze, dinanzi al Giudice ordinario con rituale atto di citazione. Tale azione sarà volta al reintegro patrimoniale del mancato introito a causa della tardiva notifica dell’atto tributario e della conseguente decadenza dell’accertamento. Quanto in ultimo detto è vero considerando che accanto alla responsabilità contrattuale del Comune sussiste,inoltre, la responsabilità solidale del messo comunale che in concreto ha eseguito la notificazione oltre il termine di decadenza.

A riprova di quanto detto, afferma la Corte: “il comune, ove richiesto dall'amministrazione finanziaria di notificare un atto impositivo ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 60, assume gli obblighi di un mandatario ‘ex lege’; esso, pertanto, è civilmente responsabile nei confronti dell'amministrazione mandante nel caso in cui, colposamente ritardando l'esecuzione della notificazione di un avviso di liquidazione di imposta, provochi la decadenza di tale Amministrazione dalla pretesa fiscale”.


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