Come risaputo dai nostri lettori e da tutti i contribuenti italiani, negli ultimi mesi la questione IMU ha riservato continui colpi di scena e una bagarre di smentite e contro-smentite governative, veramente ai limiti della decenza istituzionale.
Una situazione che ha consegnato a tutti gli osservatori economici un panorama in continuo e caotico movimento intorno alla tassazione sui beni immobili dei cittadini tricolore, paralizzati dinanzi a tale spettacolo.
L’ultima soluzione tirata fuori dal cilindro dal Ministro Saccomanni è la tanto chiacchierata ricapitalizzazione delle quote Bankitalia; la trovata, in extremis, per rattoppare la coperta – atavicamente troppo corta! - e finanziare l’annullamento della seconda rata IMU.
La cosa certa è che, finalmente, la seconda rata IMU non si pagherà.
L’allarme democratico
Quello che preoccupa sono le modalità con cui si è raggiunto questo risultato tanto atteso.
Basta guardare alle fotografie dell’Aula del Parlamento del 29 Gennaio 2014: parlamentari inviperiti, appartenenti al M5S, si scagliano contro il palchetto della presidente della Camera, Laura Boldrini; centinaia di altri onorevoli partecipano alla mischia, volano male parole e qualche schiaffo. Una scena indegna delle nostre istituzioni!
La domanda è: perché? La ricapitalizzazione Bankitalia è passata per decreto legge. Quest’ultimo, oltre a portare la buona novella della cancellazione della seconda rata Imu, ha concesso in un batter d’occhio a due gruppi bancari, Intesa San Paolo e Unicredit, possessori del 65% delle quote azionarie Bankitalia, di ottenere un corrispettivo di 4 miliardi di euro.
Quanta differenza fra la parsimonia dimostrata in questi mesi verso i contribuenti, con la famosa immagine della coperta troppo corta, e la generosa e istantanea elargizione di miliardi di euro verso le banche!
Il M5S protesta e chiede una maggiore discussione parlamentare di questo atto così significativo e, soprattutto, passato quasi inosservato nelle cronache dei media. Ma il tempo stringe e la pressione sale. La Boldrini, allora, per la prima volta nella storia repubblicana, utilizza la famosa “ghigliottina”, la chiusura forzata degli interventi (da un’intera giornata votati all’ostruzionismo) per arrivare all’approvazione del decreto entro la mezzanotte. Il resto è ampiamente – e miseramente! - documentato nelle cronache degli ultimi giorni.
Morale della favola? La seconda rata IMU non si paga, 4 miliardi di euro volano nelle tasche delle banche e le istituzioni subiscono un grave danno d’immagine per essere arrivate a queste scene barbariche. Come dire...Italian style.
