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Gettito fiscale 2013

del 21/01/2014

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, con una nota emessa lo scorso venerdì, ha dato evidenza sui dati sulle entrate tributarie relativi al periodo tra gennaio e novembre dello scorso anno. Sono stati accertati incassi per 356,59 miliardi di euro. Secondo quanto comunicato dal Tesoro, dunque, sono stati raggiunti i livelli registrati nel medesimo lasso di tempo del 2012, realizzando una sorta di omogeneità che va considerato tenendo conto “del differimento delle scadenze dei versamenti in autoliquidazione il gettito risulta di 381.514 milioni, in aumento dell'1%”.

Per quanto riguarda il mese di novembre, il dicastero guidato da Fabrizio Saccomanni sottolinea che nel confronto su base annua non viene fuori nulla di significativo, anche perché le entrate registrate nel novembre del 2012 erano comprensive dei versamenti in autoliquidazione degli acconti IRPEF e IRES dovuti entro il 30 novembre 2012. Lo scorso anno invece questi versamenti sono stati soggetti a posticipi, infatti sono slittati al 2 dicembre per l'acconto IRPEF e al 10 dicembre per l'acconto IRES. Pertanto i rilevamenti in merito sono altresì esclusi dal rendiconto degli incassi di gennaio-novembre 2013. Tuttavia il gettito effettivo va a confermare quello previsto dalle stime preliminari.

Come di consueto, il rilevamento del Ministero economico tiene in considerazione il gettito derivante sia dalle imposte dirette che dalle imposte indirette. Per quel che concerne il primo gruppo, vale a dire quello delle imposte dirette, si comunica che sono stati incassati 190.077 milioni di euro con un calo tendenziale dell’8,5%. È tuttavia in crescita del 3,5% il dato omogeneo che include i versamenti in autoliquidazione, che risulta pari a 215.001 milioni. Sul gettito IRPEF è poi emersa una variazione negativa del 5,1% sempre in riferimento ai dati dell’anno precedente (gennaio-novembre 2012), perdendo quindi una quota di gettito quantificabile in 7.711 milioni di euro. La principale causa individuata dal Tesoro è lo spostamento del versamento del secondo acconto al mese di dicembre. Il calo del dato omogeneo è invece dell’1,3%, con una perdita di 2.019 milioni di euro. Secondo il dicastero dell’Economia, un simile trend che ha coinvolto il gettito IRPEF è ascrivibile all’aumento “delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente del settore pubblico e redditi da pensione (+1.300 milioni di euro, pari a +2,3%); nonché della flessione delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente del settore privato (-403 milioni di euro, pari a -0,7%) e di quelle sui redditi dei lavoratori autonomi (-645 milioni, pari a -5,4%), per effetto della fase sfavorevole del ciclo economico”. Anche per quel che concerne l’IRES si è riscontrata una dinamica negativa in termini di gettito. In questo caso infatti gli incassi anno perso su base annua il 38,2%, probabilmente a causa della proroga della scadenza del versamento del secondo acconto, che è stata posta a dicembre. Tuttavia l'incremento della percentuale del secondo acconto dal 100% al 102,5% (al 130% solo per banche e assicurazioni) ha permesso un aumento degli incassi quantificabile in 3.890 milioni di euro, ossia del 10,8%. Il Ministero chiarisce poi che “tra le altre imposte dirette, si registra un incremento dell'imposta sostitutiva sui redditi da capitale (+3.225 milioni di euro) e dell'imposta sostitutiva sulle riserve matematiche dei rami vita (+893 milioni di euro). Risulta anche aumentato di 1.951 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2012 il gettito dell'imposta sostitutiva sul riallineamento dei valori di bilancio relativi ad attività immateriali. Infine, si registra una variazione positiva del gettito della cedolare secca sugli affitti (+288 milioni di euro)”.

Per quanto riguarda le imposte indirette, il gettito relativo calcolato tra gennaio e novembre dello scorso anno è stato pari a 166.513 milioni di euro (-3.571 milioni di euro, pari a -2,1%). Tra questa categoria di imposte spicca ovviamente l’IVA, il cui incasso complessivo nei dieci mesi dell’anno scorso è stato di 95.976 milioni di euro (-3.320 milioni di euro, pari a -3,3%). Il gettito in questo caso è stato influenzato in maniera massiccia dall’aumento dell’aliquota base, che dal primo ottobre è passata dal 21 al 22% influenzando il trend del gettito Iva sugli scambi interni. Infine, relativamente alle altre imposte indirette, il Ministero chiarisce che “recupera rispetto ai mesi precedenti il gettito dell'imposta di fabbricazione sugli oli minerali (l'andamento negativo si attenua al -2,2%), mentre continua a risentire del calo dei consumi dei prodotti energetici l'imposta di consumo sul gas metano (-2,0%). In flessione del 5,3% (-536 milioni di euro) le entrate dell'imposta sul consumo dei tabacchi legate, in parte, al calo dei consumi determinato dalla diffusione delle sigarette elettroniche. Significativa la variazione positiva del gettito dell'imposta di bollo (+1.516 milioni di euro, pari a+25,6%) la cui misura è stata da ultimo incrementata dal decreto legge n.201 del 2011”.

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