Consulenza o Preventivo Gratuito

Se la crisi non fosse finita

del 02/01/2014

Se la crisi non fosse finita

La crisi economica che sta attanagliando l'Europa ed il mondo occidentale oramai da diversi anni, potrebbe essere tutt'altro che terminata. È quanto ipotizzato dal premio Nobel per l'economia Paul Krugman che ha condotto un'analisi spietata che preconizza la possibilità di una lunghissima fase di lieve depressione, ossia di domanda insufficiente rispetto all’offerta.

Krugman cita Larry Summers, ex segretario al Tesoro (1999-2001) della presidenza Clinton e in lizza nelle scorse settimane per la poltrona di presidente della Federal Reserve, che in un lungo intervento ad un convegno del Fondo Monetario Internazionale ha messo in luce come l'attuale crisi non sia più conseguenza della bolla immobiliare del 2008 i cui effetti, secondo Summers, sarebbero finiti meno di due anni dopo. Summers ha affermato di trovarci difronte ad un'economia la cui condizione normale è di domanda inadeguata — quanto meno di lieve depressione — e riesce ad avvicinarsi soltanto un po’ alla piena occupazione quando è trainata dalle bolle.

Secondo Krugman, l'attuale fase di crisi è da analizzare sotto altri aspetti, a partire dal fatto che le "bolle" sono state il solo modo per tenere sufficientemente alta la domanda in un’economia caratterizzata da fattori strutturali depressivi. Dunque la crisi si sarebbe tradotta in una sorta di depressione di lunga durata, accettando l’idea che le bolle avrebbero avuto negli ultimi decenni una funzione propulsiva per la domanda in uno scenario altrimenti stagnante.

In una situazione depressiva di questo tipo ciò di cui non si può fare a meno, sempre secondo Krugman, è l'accesso al credito, che dovrebbe essere sempre facile ed agevolato nel lungo periodo proprio con l'obiettivo di mantenere stimolata la domanda. "Più in generale - prosegue l'economista -, se la nostra economia ha una tendenza costante alla depressione, vivremo sotto le regole contrarie dell’economia della depressione — nella quale la virtù è un vizio e la prudenza è follia, nella quale i tentativi di risparmiare di più (compresi i tentativi di ridurre i deficit di bilancio) fanno stare peggio tutti quanti per molto, molto tempo".

vota  
Con l'inserimento dei miei dati dichiaro di aver preso visione ed accettato il Trattamento dei Dati
SULLO STESSO ARGOMENTO
A Milano il fisco si paga a rate

del 16/07/2010

Secondo i dati della società che dal 2006 si occupa della riscossione delle imposte per conto dello...

I Dottori commercialisti e la nuova tariffa unificata

del 16/07/2010

Ieri il Consiglio di Stato ha dato parere positivo sulla nuova tariffa unificata dei dottori comme...

Aumenta il compenso dei 730

del 13/09/2010

Il compenso per Caf e professionisti per ogni dichiarazione elaborata e trasmessa per l'attività svo...