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Calate le spese natalizie

del 02/01/2014

Come ampiamente previsto, i consumi natalizi hanno fatto registrare una contrazione dovuta principalmente sia all’aumento dell’Iva dal 21% al 22% sia perché il potere d’acquisto si è contratto limitando le possibilità delle famiglie italiane, che hanno quindi scelto di spendere di meno. Nel dettaglio a lanciare uno dei tanti (purtroppo) allarmi è la Confesercenti che, dopo aver effettuato un sondaggio fra le imprese del commercio delle principali regioni italiane, ha affermato che il budget medio per le spese si attesta al di sotto dei 200 euro.

Alla luce dei riscontri effettuati i due settori che sembrano resistere sono quello alimentare e quello tecnologico. Gli acquisti di carattere alimentare vanno per la maggiore in Liguria, in Veneto, in Toscana, nelle Marche, in Campania, in Puglia e nel Lazio. I regali per bambini e quelli tecnologici spopolano invece in Lombardia e in Piemonte. In ogni caso, a prescindere dal tipo di prodotto acquistato, gli italiani dell’era recessiva si basano soprattutto su offerte, sconti e promozioni.

Per gli esercenti saranno quindi delle festività all’insegna di entrate minori rispetto al passato. Gli acquisti si riducono a quanto strettamente necessario. Cali del 10% si sono registrati in Toscana e Liguria, del 10-15% in Lombardia, del 15-20% nelle Marche. Meno negativo è il trend del Veneto che perde solo il 5%, mentre a Napoli, Salerno e Caserta si è registrato un incremento del 7%. Come abbiamo visto comunque la spesa media di aggira al di sotto dei 200 euro, anche se vi sono delle soglie ben più basse: ad esempio in Piemonte, in Puglia e nelle Marche non si spenderà più di 100 euro. Cifra media sui 150 euro è quella che si andrà a spendere in Lombardia e Campania, e infine a 200 euro si ferma quella di Liguria, Toscana, Veneto e Lazio

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