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Imu, Saccomanni sta facendo il possibile

del 23/12/2013

Come può un Governo mantenere il giusto equilibrio fra i bilanci economici delle sue casse, la tutela dei diritti di tutti i cittadini e il rispetto delle promesse fatte durante la campagna elettorale? La risposta è semplice: deve trovare delle buone soluzioni ai problemi e deve farlo nel più breve tempo possibile. Uno dei banchi di prova più duri che sta facendo vacillare, e non poco, l'equilibrio e la credibilità del governo Letta è lo scottante tema dell'IMU, l'odiata e infausta tassa sulla casa che ha fatto tremare anche i cittadini e ha sollevato accese critiche.

Subito dopo il difficile insediamento, il premier Letta, si è dovuto confrontare con l'IMU e i cittadini hanno potuto solo assistere desolati al triste balletto di accuse, rimbalzi, smentite, conferme, rimandi e incertezze che hanno caratterizzato ogni singola discussione sul tema. Non c'è dubbio che la crisi che ha colpito tutti i Paesi a livello mondiale abbia fatto la sua parte nella decisione di aggiungere, sulle spalle dei già vessati contribuenti, il carico di una tassa così iniqua; ma poco importa ai cittadini che le loro sorti siano comuni a quelle di molti altri, l'IMU ha toccato una delle cose più sacre per noi: la casa. Le famiglie italiane che hanno un'abitazione di proprietà (e nel nostro Paese la quota è di circa l'80%) costruita o comprata con grandi sacrifici non ci stanno proprio a pagare una tassa sul frutto del loro sudore. Ora però, le ultime notizie che arrivano sembrano un po' più confortanti e il Governo non può più continuare a nascondersi dietro le precarie condizione dell'economia a livello globale: in Italia la crisi economica sembra aver allentato la morsa, forse è prematuro parlare di ripresa ma quantomeno è possibile osservare un suo blando e verosimile rallentamento. 

È del Ministro dell’Economia Saccomani l'onere di dover spiegare ai contribuenti quale fatica il Governo ha fatto districarsi fra promesse elettorali, mantenimento del consenso politico e l'implacabile realtà secondo la quale le promesse vanno mantenute. «Abbiamo dovuto individuare adeguate e solide coperture, a fronte della decisione politica di abolire la seconda rata Imu 2013». Questo il commento del Ministro per spiegare come, per esempio, per permettere la cancellazione della seconda rata IMU, sia stato necessario mettere in capo misure che hanno coinvolto gruppi bancari e assicurativi. Decisione presa con pochissimo tempo a disposizione e con la spada di Damocle, o meglio dell'Unione Europea, che pende sulle nostre teste e continua a chiederci di mantenere l’equilibro deficit-Pil al di sotto del 3%. Ecco perché politici e gli stesso Enti Locali, hanno dovuto fare capriole per rispettare quanto garantito agli elettori e ai cittadini, ovvero la cancellazione dell'odiata tassa. Quello di Saccomanni può essere interpretato forse come uno sfogo per la situazione difficile in cui il Ministero del Tesoro si trova: far quadrare i conti senza infrangere le promesse fatte dai politici perché, alla fine poi, la colpa dei fallimenti ricade sempre sui Ministri.

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