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Crisi, è finita la recessione

del 18/12/2013

La parola recessione è stato il leit motiv di questi quattro anni passati, segnati dalla crisi economica più pesante dell’ultimo secolo.

Una parola diventata ormai un vero e proprio tormentone che, tuttora, continua a ridurre le famiglie italiane all’insogna attraverso incubi ricorrenti a base di nuove tasse, perdita di posti di lavoro e dei peggiori scenari di povertà (molto simili ai tanti raccontati sui giornali nazionali e nelle trasmissioni televisive più seguite).

Eppure, sembra essere arrivato il momento delle buone notizie. La voce che le annuncia è autorevole: si tratta dell’illustre economista Stefania Tomasini dell’agenzia di studi finanziari Prometeia. La sua ricerca è stata commissionata direttamente dall’ISTAT, un committente di assoluta autorevolezza.

La crisi sembrerebbe alla fine. Il condizionale appare ovvio, considerando le troppe dichiarazioni e controdichiarazioni comunicate negli ultimi due anni dai governi e dai ministri dell’Economia, oltreché per ovvi motivi di scaramanzia.

Stefania Tomasini, tuttavia, lo ha dichiarato senza mezzi termini: "Il Pil risalito a zero, anche se per questione di arrotondamenti, e la produzione un po' più positiva delle attese ci confermano nell'idea che il Pil del quarto trimestre sarà positivo".

È naturalmente un’analisi in prospettiva, ma la cosa rilevante è che, finalmente, l’andamento dell’economia nazionale torna positivo, e per giunta nel breve periodo (quarto trimestre).

In pratica, ciò che ci si attende da questa analisi è che – dopo oltre due anni – ci ritroveremo finalmente in cammino verso l’uscita del tunnel della recessione. La conferma definitiva, è ovvio, potrà arrivare solo dopo le festività natalizie analizzando i vari indicatori dei tre mesi precedenti.

Su quali dati si basa l’ottimismo della Tomasini?

La produzione industriale relativa al mese di Ottobre 2013 è cresciuta di uno 0,5% su base mensile e il dato relativo al PIL, in calo dello 0,1% su base trimestrale, appare ora stabile. La corsa al ribasso, perlomeno, sembra essersi arrestata.

Oltre alla ripresa della produzione industriale, si è osservato un risveglio delle importazioni, settore di particolare importanza per il nostro sistema economico, che ci dà buone prospettive per il futuro.

Migliorano pure le esportazioni, anche se appaiono riprendersi in maniera più lenta e quantitativamente minore rispetto alle importazioni. Ma è un piccolo accenno di ripresa anche questo.

Nulla di nuovo, al contrario, per ciò che riguarda consumi e investimenti, il cui andamento non sembra ancora voler dare segni di ripresa.

Dinanzi a questi risultati, il Ministro dell’Economia Saccomanni ha espresso un giudizio più che positivo. Sappiamo già che Saccomanni non è nuovo a tali slanci di ottimismo sulle sorti economiche del nostro paese.

Almeno in questo periodo di feste, però, proviamo a dar retta al Ministro per quanto, al di là dei dati percentuali dello studio, all’atto pratico gli italiani non toccano ancora con mano questi primi segnali di ripresa.

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