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Andamento storico Pil 2000-2013

del 04/12/2013

Secondo quanto evidenziato dai dati del nono Censimento generale dell'Industria e dei Servizi pubblicato dall'ISTAT, negli ultimi dieci anni, l’andamento del Pil in Italia è stato più lento rispetto agli altri Paesi della  zona euro con una crescita complessiva dell'1,6% in termini reali nel periodo 2001-2012.

Nel dettaglio, il primo rallentamento si è verificato tra il 2000 e il 2007 ed il secondo tra il 2008 e il 2012, ossia nel periodo di crisi economico-finanziaria. In quest’ultimo quinquennio, il divario è stato molto più ampio, con una perdita dell’80% di quanto invece era stato conseguito tra il 2000 e il 2007.

Il 2013, così come le annualità immediatamente precedenti, non sta mostrando un andamento positivo del Pil, nonostante le previsioni di ripresa nell’ultimo trimestre dell’anno in corso. Nel dettaglio, l’ISTAT ritiene che, secondo le stime preliminari, nel terzo trimestre dell’anno in corso il Pil del nostro Paese ha mostrato una flessione di un decimo di punto in termini congiunturali, laddove la zona euro è invece cresciuta per una percentuale analoga. Si evidenziano timidi segnali di ripresa nel settore industriale, ma nel settore dei servizi la recessione continua. Sulla base alle previsioni dell’ISTAT, si stima per il 2013 una contrazione media annua del Pil dell'1,8%, con una crescita modesta dello 0,7% nel prossimo anno.

L’Istat rileva inoltre che in questi ultimi dieci anni la connotazione delle realtà imprenditoriali del nostro Paese si è sempre più orientata verso la piccola dimensione. A ben vedere, nel 2011 risultano attive circa 4,4 milioni di imprese, con 16,4 milioni di addetti; in dieci anni si è registrato un incremento di 340mila imprese (+8,4%) e di circa 700mila addetti (+4,5%). Le imprese a conduzione familiare sono quelle predominante nell’intero sistema nazionale, con un socio principale che è persona fisica nel 94,8% delle imprese che impiegano 3-9 addetti (microimprese), nell'83,9% delle piccole imprese (10-49 addetti), nel 54,2% delle medie (50-249 addetti) e permane elevata (25,3%) anche nelle grandi (250 addetti e oltre). Il primo socio è invece estero al 3% per le imprese fino a 49 addetti, all'8,3% per quelle di media dimensione (50-249 addetti) e al 17,3% per le grandi. Per quel che concerne l’appartenenza a gruppi, vediamo che secondo l’ISTAT in questo caso è coinvolto l'11% delle imprese, con incidenze del 6,7% nelle microimprese e del 23,4% nelle piccole imprese.

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