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IMU, il caos della seconda rata

del 02/12/2013

Il capitolo IMU sembrava definitivamente accantonato dopo quanto affermato nelle recenti dichiarazioni degli esponenti del Governo del premier Enrico Letta, soprattutto dopo l'introduzione della nuova imposta IUC (imposta unica comunale), creata in sostituzione della tanto discussa TRISE

Il condizionale è però d'obbligo: infatti, seppur accantonata, l'IMU continua a far parlare di se, e far temere moltissimi cittadini del nostro paese a causa del pagamento della seconda rata, prevista dalla normativa ma non ancora corrisposta, proprio a causa dell'attesa delle decisioni del Governo in merito alla tassazione sugli immobili. 

I cittadini in possesso di una prima casa, se non lussuosa, erano certi che non avrebbero dovuto pagare la tanto discussa IMU; ora però anche questa categoria potrebbe essere interessata al pagamento. Nei giorni scorsi infatti seicento comuni del nostro paese hanno deciso di alzare la percentuale delle aliquote pe il calcolo della seconda rata dell'imposta, attenendosi a quanto previsto dalla normativa ancora in vigore, che lasciava ai Sindaci la facoltà di adeguare le tariffe nel caso in cui il Governo non avesse comunicato precise indicazioni in merito. In assenza di decisioni da parte del governo quindi, molti primi cittadini hanno deciso di far versare almeno metà della quota prevista inizialmente, con un contributo che in media si aggirerà sulle 42 euro per ogni nucleo famigliare. Il comune  di Milano ad esempio ha deciso di applicare una tassazione del 6 per mille, alzando cosi di due punti la tassazione ipotizzata inizialmente.  Anche i sindaci di altre grandi città, come ad esempio Genova, Napoli e Bologna, hanno deciso di innalzare le quote previste, causando così il malcontento di moltissimi cittadini.

Piero Fassino, sindaco di Torino e Presidente della Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, ha espresso l'esasperazione dei sindaci del Paese dichiarando: "Il Governo faccia rapidamente chiarezza sulla seconda rata dell’IMU 2013 e onori gli impegni assunti con i contribuenti e i Comuni italiani. I sindaci hanno dimostrato ampiamente responsabilità e spirito propositivo, ma non si può abusare della loro pazienza e tanto meno si può abusare della pazienza dei cittadini".

Nonostante l'appartenenza politica di Fassino al Partito Democratico (lo stesso partito del premier Enrico Letta), si comprende come le parole del Sindaco esprimano tutta la difficoltà dei sindaci italiani, alle prese da una parte con i tagli ai finanziamenti ai comuni da parte dello Stato, e dall'altra parte costretti a fare i conti con i cittadini sempre più stretti tra tassazioni annunciate, smentite e reintrodotte.

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