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Caos tassazione, la TRISE diventa IUC

del 02/12/2013

Caos tassazione, la TRISE diventa IUC

Ormai gli italiani assomigliano sempre più al pubblico annoiato di un mediocre spettacolo circense. Sbadigli dinanzi all’ultimo gioco di prestigio: dopo la trasformazione dell’ICI in IMU e dell’IMU in TRISE, nell’arco di pochi giorni la TRISE si tramuta in IUC!

Sorpresi? Niente affatto. Forse ancora più confusi. Cerchiamo di mettere ordine.

Per prima cosa, la nuova tassa sugli immobili si chiama IUC, acronimo di Imposta Unica Comunale. Cambia il nome ma non cambia la tipologia di tributo: graverà sui proprietari – e ora anche sugli affittuari – d’immobili e appartamenti.

Non la pagheranno un milione e 800mila proprietari di prima casa, grazie al rifinanziamento inserito recentemente nella Legge di Stabilità. La pagheranno tutti gli altri proprietari, e senza troppi sconti: mediamente – grazie al passaggio da IMU a IUC – ci si dovrà accontentare di esigue riduzioni di 25 euro (in media).

La IUC conserva le due componenti fondamentali della TRISE: una parte è dovuta per pagare i servizi indivisibili, l’altra per pagare i servizi di smaltimento dei rifiuti. Tutto invariato per quest’ultima componente.

Qualcosa cambia, invece, per ciò che concerne la contribuzione sui servizi: se è pur vero che gli stessi relatori della manovra fiscale danno ampie rassicurazioni sul fatto che le detrazioni resteranno in essere così com’erano, dall’altra puntualizzano che qualche differenza ci sarà. In primis, si noti, scompare la detrazione base di 200 euro (più 50 euro da sommare per ogni figlio a carico).

In definitiva

Attenzione alle dichiarazioni ufficiali diffuse in queste ore. Si dice che la somma messa a disposizione sia pari a un miliardo e mezzo ma non è esattamente così: un miliardo era già inserito nella prima versione della Legge di stabilità ed era una cifra messa a disposizione dei Comuni per compensare il minor gettito che si avrà attraverso la Tasi rispetto a quando era in vigore l’IMU. In queste ultime ore si sono aggiunti soltanto altri 500 milioni.

Ciò significa che non cambierà molto rispetto alla situazione in essere fino al 2012: con questi ulteriori 500mln, il 10% circa di proprietari di prime casa saranno esentati solo grazie alle minori detrazioni – pari a circa 25 euro– applicate su tutti gli altri che continueranno a pagare.

L’ago della bilancia è ora mosso dalle scelte dei sindaci dei singoli comuni. Si creeranno così situazioni diverse a seconda del proprio territorio di residenza. Qualche primo cittadino deciderà di sostenere le famiglie più numerose o meno abbienti, alzerà le detrazioni o estenderà l’esenzione a chi sulla carta dovrebbe comunque pagare.

Per la stragrande maggioranza dei cittadini la situazione non cambia. Restano solo un pizzico di irritazione per l’ennesimo cambio di nome della tassazione sugli immobili e la solita domanda: a quando le vere (speriamo positive) novità?

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