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Trend dei consumi in Italia

del 22/11/2013

Secondo quanto riportato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori anche per la fine di quest’anno si prospetta una riduzione dei consumi nonostante l’approssimarsi del periodo natalizio che solitamente fa da traino ai consumi delle famiglie italiane ed anche a causa dell’aumento dell’aliquota IVA dal 21 al 22%.

L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori afferma che “I primi risultati rivelano una situazione sconfortante: mai come quest’anno i consumi saranno 'sotto zero'. Già lo scorso anno la spesa totale delle famiglie per i regali (o auto-regali) di Natale si era attestata ad appena 3,5-3,8 miliardi di euro (pari a circa 148 euro a famiglia). Quest’anno, tali consumi conosceranno un’ulteriore battuta di arresto, con una nuova contrazione del -11,2%. Regali che, ovviamente, saranno estremamente mirati ed in molti casi saranno riservati esclusivamente ai bambini”.

Nel confronto dei dati con lo scorso anno, i consumi per le festività natalizie calano del 12% per abbigliamento e calzature, del 31% per mobili, arredamento ed elettrodomestici, del 6% per profumeria e cura della persona, dell’1% per gli alimenti, del 6% per l’elettronica di consumo e del 16% per il turismo. Aumentano, invece, le vendite di libri e cd, con una maggiorazione dello 0,5%.

Sempre secondo la Federconsumatori, “Le vendite di fine anno, quindi, confermeranno un andamento che si protrae da anni. A pesare fortemente sulla crisi dei consumi di Natale oltre al livello infimo raggiunto dal potere di acquisto delle famiglie contribuiscono: l’aumento del tasso di disoccupazione; la perdurante cassa integrazione; la situazione di migliaia di esodati; la prospettiva di molte aziende che non riusciranno a garantire il pagamento degli stipendi; le piccole e medie imprese che già hanno annunciato il mancato pagamento delle tredicesime. Per non parlare dell’insopportabile clima di incertezza sul fronte IMU-Trise e del fattore IVA, il cui incremento sta riportando effetti deleteri sull’intera economia, nonché sugli incassi dello Stato”. Per contrastare il fenomeno, secondo l’associazione di categoria, sarebbe opportuno anticipare i saldi e detassare le tredicesime.

Anche il Codacons, ha analizzato il trend dei consumi natalizi, confrontando i dati del 2013 con quelli del 2007. Nell’anno convenzionalmente considerato pre-crisi, il cosiddetto ‘effetto Natale’ dei consumi è stato pari a 18 miliardi di euro, laddove le stime per quest’anno pongono il medesimo dato a quota 10,3 miliardi di euro. In sostanza, un simile confronto mostra come, nell’arco di sei anni, le famiglie italiane abbiano ridotto i consumi per una percentuale del 42,7%, tagliando le spese natalizie ben 7,7 miliardi di euro.


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