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Arriva il Commissario spending review

del 29/10/2013

Arriva il Commissario spending review

Quanto costa annualmente la gestione complessiva del nostro Paese? Come ridurne gli sprechi senza incidere sui bilanci delle famiglie del Bel Paese? In una parola: come ottimizzare la spesa pubblica italiana?

Innanzitutto, un dato fondamentale per capire meglio di cosa parliamo: nell’anno in corso, lo Stato italiano ha avuto un costo di 807 miliardi. La cifra è destinata a crescere: basti pensare che, dalle proiezioni economiche del Tesoro, si sa già che nel 2014 questa cifra aumenterà a 812 miliardi di euro fino a giungere, nel 2017, a un costo annuo di 854 miliardi. Basta uno sguardo per capire come questo argomento resti da decenni al centro delle discussioni sul debito pubblico del nostro paese.

Un paragone per capire quanto questa cifra sia imponente: la gestione della nazione costa circa la metà di ciò che l’intera filiera economica nazionale produce.

Negli ultimi anni, la politica ha molto dibattuto sul tema della spesa pubblica e di come diminuirla. All’atto pratico, si sa, i fatti hanno raramente seguito i propositi verbali.

Ma ora, a quanto pare, il Governo ha deciso di prendere in seria considerazione l’argomento “tagli alla spesa pubblica” e per confermarlo nomina addirittura un Commissario per la Spending Review, finora mai avviata. Questa nuova figura si occuperà di verificare approfonditamente i bilanci statali e avviare un processo di ottimizzazione delle spese.

Chi è?

Il neo nominato Commissario per la spending rewiev è Carlo Cottarelli. A lui si chiede non di “tagliare qua e là” ma di realizzare una vera e propria riforma della spesa pubblica e di conseguenza agire laddove si noteranno reali sprechi di denaro pubblico.

L’obiettivo di Cottarelli, è quello di recuperare 10 miliardi ma anche di garantire il mantenimento del deficit debito/Pil entro il 3%, così come ci viene richiesto dalla Comunità Europea.

“Mission impossible”?

Anche se difficile, tale missione va necessariamente affrontata. Si pensi che attualmente paghiamo interessi sul debito pubblico pari a circa 83 miliardi (solo per il 2013): è ovvio che non si può continuare a spendere e sprecare cifre enormi a causa di uno dei debiti pubblici più alti d’Europa e poi sperare che l’economia nazionale decolli d’incanto.

Intanto, il Commissario Cottarelli presenterà il documento dettagliato relativo al programma e agli obiettivi che intende raggiungere il prossimo 13 Novembre: speriamo che sia la volta buona per lasciarci alle spalle termini odiosi quali “spreco di denaro pubblico”.

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