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Codacons, allarme aumento Iva

del 07/10/2013

Codacons, allarme aumento Iva

Il calcolo è presto fatto e a diffonderlo ci pensa la Codacons: il tanto temuto aumento dell'Iva che ha fatto tremare la stabilità del Governo è arrivato puntuale dal primo ottobre e costerà ad ogni famiglia 350 euro in più all'anno. Il passaggio dal 21% al 22% dell'Imposta sul Valore Aggiunto coinvolgerà circa il 70% dei prodotti che circolano nel nostro Paese, compresi quelli "inevitabili", quelle spese obbligate come carburante o bollette di gas e luce.

La benzina, secondo le stime, è aumentata di 1,5 cent al litro, il diesel aumenterà di 1,4 centesimi ed il Gpl di 0,7 centesimi. Quasi uno smacco, dopo l'inflessione che gli automobilisti hanno potuto notare con le diminuzioni di prezzo "raccomandate" dalle società petrolifere. L'impatto sul prezzo alla pompa non è stato immediato ma si è spalmato lungo tutta la settimana grazie alla rotazione fisiologia del carburante.

Per quanto riguarda le bollette della fornitura energetica, Guido Bortoni, il presidente dell'Autority per l'energia elettrica e il gas ha comunicato che, nonostante il rincaro dovuto all'aumento dell'Iva, grazie agli sconti accumulati corrispondenti a circa il 7,8%, per le famiglie non dovrebbero esserci incisive modifiche nelle spese. Anche altre categorie (molto poche, in verità) avranno un rincaro quasi impercettibile. Pensiamo ad esempio alla cartoleria che aumenterà di qualche decina di centesimi di euro il suo prezzo finale, però per beni più costosi come le automobili, gli elettrodomestici , i prodotti di elettronica la differenza sarà subito evidente.

Tra aumenti reali, immediati e aumenti previsti, la sostanza è che dalle tasche delle famiglie italiane usciranno altri 350 euro in più. E, se per un verso il passaggio dal 21% al 22% dell'Iva consentirà di compensare le carenze di un bilancio nazionale che fa acqua da tutte le parti e deve rimettersi al più presto in linea con le direttive europee, per un altro non farà altro che realizzare un'ulteriore contrazione dei consumi.

Ricordiamo che proprio i consumi, nel 2012, sono crollati del 4,3% e quest'anno siamo già al -2,4%; il budget a disposizione delle famiglie si è ridotto di 52 miliardi di euro, cioè il 7,3%. E a poco servono le rilevazioni dell'Indicatore dei Consumi di Confcommercio (ICC) che di recente hanno registrato, è vero, una variazione dei consumi pari allo zero rispetto a giugno ma anche un calo del 2,% rispetto a luglio dello scorso anno. Ad oggi, dunque, grazie a questa spiacevole novità dell'aumento dell'aliquota, la Codacons prevede una diminuzione dei consumi pari al 3%.

La situazione economica dell'Italia continua a rimanere instabile con drammatici risvolti in negativo e l'esigenza, ormai più che concreta, di risollevarsi.

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