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Agenzia delle Entrate, errori contabili rimediabili

del 30/09/2013

Agenzia delle Entrate, errori contabili rimediabili

Anche la più severa e rigorosa professoressa della vita quotidiana degli italiani, l’Agenzia delle entrate, sembra ammorbidirsi in merito alla correzione degli errori. Cosa succede, infatti, se da un accertamento fiscale si evince che sono stati realizzati errori per ciò che riguarda il  versamento dei contributi? Scopriamolo in questo articolo.

Le tipologie di errore contabile

A seconda dei casi, gli errori in materia di versamento delle imposte possono verificarsi sia in senso “negativo” che in senso “positivo”. Semplicemente: si intende “negativo” l’errore che porta il contribuente a versare meno di quanto avrebbe dovuto; viceversa, si intende errore “positivo” quello che costringe a sborsare più di quanto il contribuente dovrebbe e lo rende così creditore del sistema fiscale nazionale.

In entrambi i casi, ecco la buona notizia, l’Agenzia delle Entrate rende noto che il contribuente può correggere l’errore e procedere con la compensazione. È scritto nero su bianco nella circolare n. 31/E diffusa dall’Ente il 24 settembre 2013. Il documento rammenta quali sono i principi contabili che rendono possibile la correzione degli errori effettuati durante la compilazione dei bilanci (ovviamente, relativi agli anni pregressi).

L’iter di correzione

Innanzitutto, dice il documento, bisogna identificare nettamente il genere di errore commesso. Verificare poi quali siano gli orientamenti per ciò che riguarda la giurisprudenza. Sullo sfondo di tutti questi elementi, è bene anche considerare il comportamento tenuto dal contribuente che ha effettuato la correzione sui redditi dichiarati.

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate analizza anche ciò che emerge per ogni singolo caso dopo le correzioni e anche le modalità che portano alla determinazione della tassazione o del credito in favore del contribuente.

È possibile il verificarsi di casi particolari in cui, ad esempio, si sia omesso l’inserimento di un componente “negativo” (che avrebbe fruttato maggiormente alle casse del fisco) ma di contro si rilevi un componente positivo (in cui il contribuente ha versato di più); così come è possibile che si rilevi dalle verifiche l’omissione di un componente negativo ma la deduzione dello stesso componente a correzione dell’errore. Attenzione: si terranno in considerazione gli effetti globali – per singola situazione – delle operazioni di verifica.

Termini

Entro quali termini possono essere effettuate le correzioni?

Ovviamente le correzioni sono retroattive, ma devono essere realizzate nel primo bilancio susseguente il momento in cui si scopre l’errore. Solo dopo tale momento, si verificherà se la correzione genererà un recupero economico a favore del contribuente o a ulteriore tassazione nei casi di omissione.

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