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Distributori automatici, aumenta l'Iva

del 17/09/2013

Distributori automatici, aumenta l'Iva

Iva in aumento per i cibi e le bevande vendute nei distributori automatici.

Per finanziare gli Ecobonus il Governo ha deciso infatti di portare l'aliquota applicata ai prodotto dei distributori dal 4% al 10%. E, a seguito di questo provvedimento, il grido d'allarme lo lancia la Confida, l'associazione Italiana Distribuzione Automatica di Confcommercio, per bocca del suo presidente Lucio Pinetti. Secondo Pinetti questo intervento produrrà un calo dei consumi che sfocerà in una nuova crisi occupazionale che coinvolgerà centinaia di lavoratori.

Per scongiurare questo rischio, la Confida ha lanciato una campagna di sensibilizzazione e informazione. A partire dal 9 settembre sono stati messi in circolazione un milione di adesivi da incollare sui distributori automatici di tutto il territorio nazionale che informano i consumatori su quanto sta accadendo.

Ecco dunque che, come spesso accade in Italia, per far fronte alla carenza di risorse da una parte si tassi da un'altra. Una coperta sempre troppo corta e a farne le spese, alla fine, sono i consumatori. 

La decisione di aumentare l'Iva sui prodotti venduti tramite i distributori automatici è stata stabilita attraverso il Decreto Legge numero 63 del 4 giugno 2013. Un provvedimento che ricadrà sulle teste di quei 20 milioni di consumatori che, ad oggi, hanno scelto di usufruire dei distributori automatici proprio per il vantaggioso rapporto qualità/prezzo. 

In soldoni, l'applicazione della nuova aliquota farà aumentare il prezzo del caffè e delle bevande calde di 5 centesimi di euro mentre gli snack e le altre bevande fredde costeranno 10 centesimi di più. Potrebbe sembra un aumento irrisorio, ma se si pensa che distributori e macchinette del caffè si trovano praticamente in ogni ufficio e luogo pubblico, la cifra acquista notevole importanza.

E oltre al danno è in arrivo anche la beffa. L'adeguamento dei distributori sparsi in tutto il territorio italiano costerà al settore tra i 30 e 50 milioni di euro.

Le società che si occupano della distribuzione automatica sono più di mille (che danno lavoro a circa 30mila addetti) e dovranno impiegare circa cinque mesi solo per aggiornare tutti i prezzi.

Decisamente un tempo troppo lungo per pensare di poter adeguare le macchine alla data di avvio del provvedimento previsto per il primo gennaio 2014

Viene infine da chiedersi se valga davvero la pena dare il via a una misura di questo tipo che produrrà un aumento dei costi per le aziende che dovranno aggiornare i distributori mettendo però a rischio i posti dei propri dipendenti e alimentando così la crisi del già agonizzante mercato del lavoro.

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