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Aumentano le separazioni per pagare meno tasse

del 17/09/2013

Aumentano le separazioni per pagare meno tasse

La crisi economica è in grado di interferire con i matrimoni e separazioni e divorzi sono in aumento. Questo è un dato certo. Ma ci si separa solo perché è finito l'amore o lo stress per le difficoltà ha inciso sull'equilibrio coniugale?

A quanto pare non è proprio così e le richieste di separazione consensuale nascondo qualcos'altro. Sembra che le coppie che decidono di porre fine al proprio sodalizio nuziale lo facciano per alleggerire la pressione fiscale che grava sui nuclei familiari. Si tratta dunque di finte separazioni che consentono di risparmiare. E molto anche.

I dati certi sono quelli forniti dall'Istat e relativi alle separazioni consensuali. Secondo l'ultimo rapporto "Separazioni e divorzi in Italia"  presentato dall'Ente , nel 2011 ogni 1000 matrimoni ci sono stati 311 separazioni e 182 divorzi.

Un dato in notevole aumento se paragonato a quello del 1995, per esempio, quando ogni 1.000 matrimoni si contavano 158 separazioni e 80 divorzi. L'Istat ha anche rilevato che la tipologia più adottata è quella consensuale, che avviene nell'84,8% delle separazioni e nel 69,4% dei divorzi. 

L'Istituto di statistica non può ovviamente rilevare quali siano le separazioni reali e quali quelle fittizie. Ci sono però alcuni elementi che si possono ricavare fra le righe. La fine della maggior parte dei legami nuziali, circa il 72% delle separazioni e il 62% dei divorzi, avviene in coppie con figli appena nati e colpisce sempre più coppie “consolidate” di quarantenni o perfino di ultrasessantenni.

Chi invece è in grado di fornire elementi più concreti è la categoria dei commercialisti. Secondo gli esperti del fisco il risparmio per una coppia separata è notevole: si può infatti trasformare la seconda casa in prima abitazione di uno dei due coniugi riducendo, dunque, l'imposta dell'IMU.

Se poi questa ex seconda casa si trova in posti esclusivi, si può godere di pass residenti, dell'ingresso nelle ZTL e di tutti gli sgravi relativi all'abitazione principale. Se la famiglia è monoreddito poi, si può ottenere un notevole risparmio sull'Irpef e anche il reddito ISEE risulta inferiore consentendo di usufruire di prezzi vantaggiosi per ticket sanitari, mense scolastiche, asili nido e tasse universitarie. Se poi l'età dei coniugi è di 65 anni, dunque in procinto di avere la pensione, si può anche godere dell'assegno sociale

È vero, anche separarsi ha un costo che però è quasi irrilevante rispetto ai benefici economici che si ottengo. Se ci si rivolge ad un avvocato "amico" si può risolvere tutto spendendo 1000-1500 euro e in alcuni tribunali non c'è neppure bisogno di un legale: basta compilare un prestampato a costo zero.

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