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Il detenuto paga Imu sulla cella

del 11/09/2013

Alla fine dello scorso mese di agosto, una notizia ha colpito l'opinione pubblica conquistando spazio su molti organi di informazione. Un detenuto del carcere di Bollate, in Lombardia, ha ricevuto la richiesta di pagamento dell'Imu dall'ufficio tributi del Comune di Monvalle in provincia di Varese. Il carcerato è insieme con la sorella co-proprietario di due appartamenti che si trovano in quel comune e, risultando residente nella casa circondariale in cui si trova attualmente rinchiuso, deve pagare, secondo l'Ente Locale, la tassa sui quei due immobili che vengono equiparate a seconde abitazioni.

La prassi legislativa infatti prevede che, una volta condotti all'interno del carcere, la residenza dei detenuti venga automaticamente trasferita nella struttura penitenziaria. Quindi gli altri immobili appartenenti al carcerato sono stati considerati come seconde case e quindi soggetti a tassazione Ordinaria dell'Imu. L'uomo si è chiaramente rivolto al Garante Lombardo dei carcerati che ha definito questo addebitamento un'ingiustizia e ha dichiarato che  interverrà per risolverla.

In base a quanto sancito dall'articolo 13 del Decreto Legge 201 del 2011, l'unico caso in cui è prevista l'esenzione dal pagamento dell'Imu è quello in cui la residenza anagrafica e la dimora abituale non coincidono. La cella nella quale il carcerato sta scontando la sua pena, dato il trasferimento di residenza, viene pertanto considerata dimora abituale. Il Garante dei carcerati però non concorda con questa associazione ed equipara la condizione di detenuto a quella di altri casi secondo lui simili. I casi in questione, per i quali è stata appurata l'esenzione sono quelli degli anziani nelle case di riposo o dei malati e dei disabili ricoverati in case di cura che, dunque, hanno in quei luoghi la loro dimora abituale. 

La posizione della difesa è quella secondo cui il detenuto non gode di alcun diritto sulla cella nella quale si trova rinchiuso e dunque essa non può essere in alcun modo ritenuta una dimora abituale. Anche la sorella del carcerato, che si trova allo stesso modo detenuta in una casa circondariale, non appena ricevuta la notifica del Comune si è rivolta all'Associazione per la giustizia in Italia per opporsi a questa richiesta secondo lei ingiusta.

Dal canto suo il sindaco di Monvalle si è comunque reso disponibile a discutere la condizione e a collaborare per risolvere la vicenda confermando i limiti legislativi che riconoscono l'eccezione solo agli anziani in casa di riposo e ai ricoverati in casa di cura.  

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