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La BPA, studio delle macchie di sangue

del 09/09/2013

La BPA, studio delle macchie di sangue
Il sangue è uno dei più significativi e frequenti tipi prova fisica associata con investigazione forense in caso di morte e crimini violenti.

L’identificazione e lo studio delle chiazze di sangue umano hanno avuto una enorme evoluzione nel corso dell’ultimo secolo.

Lo studio delle chiazze di sangue segue due percorsi paralleli: il primo legato all’analisi chimica e all’identificazione attraverso il profiling del DNA ed il secondo legato invece alla fisica della produzione delle chiazze medesime.

Mentre il primo percorso richiede anche conoscenze mediche e deve necessariamente fare uso delle migliori tecnologie disponibili, il secondo assume il più delle volte i connotati di una vera e propria indagine tecnica di stampo ingegneristico.

La BPA (Blood Pattern Analisys), è appunto il tipo di analisi volta a determinare la dimensione, la forma e la distribuzione delle macchie di sangue derivanti da un evento violento: il tutto finalizzato a ricostruire le attività ed i meccanismi che le hanno prodotte.

Si tratta di un’analisi che combina meccanismi di tipo balistico con le più elementari condizioni di cinematica e dinamica, ma che costituisce un tassello fondamentale dell’indagine forense. Combinata con le analisi di laboratorio e con la caratterizzazione e l’interpretazione delle ferite che derivano dagli esami medici e/o necroscopici, la BPA contribuisce a formare la base per la ricostruzione del delitto.

Questo tipo di attività e oggi uno strumento fondamentale, per non dire cruciale, nella risoluzione di numerosi casi di omicidio, suicidio, incidente o persino morte naturale.

Il contributo della BPA diviene altresì illuminante nell’indagine della generalità dei sinistri stradali, in particolare laddove siano purtroppo coinvolti dei pedoni.

La matematica si fonde con le conoscenze di biologia e di fisica: diviene inoltre fondamentale lo studio accurato della scena del delitto, attraverso in particolare la fotografia che consente l’esame dettagliato delle superfici dei vestiti o delle armi.

La raccolta di reperti della scena intera attraverso la macro fotografia assume un’importanza per nulla trascurabile: chi si occupa della BPA deve allora essere in grado di effettuare tali rilievi in prima persona, dunque disporre delle opportune attrezzature e capacità.

Le informazioni che è possibile ottenere attraverso la BPA sono principalmente:
- il punto di convergenza od origine del versamento di materiale ematico
- la sua direzione al momento dell’impatto con una superficie
- l’angolo di impatto con la superficie
- la probabile distanza della vittima e dell’assalitore dalla superficie
- la natura e la direzione della forza che ha determinato lo spargimento di sangue
- la natura e le caratteristiche dell’ oggetto utilizzato per esercitare tale forza
- il numero di colpi sferrati durante l’evento
- la posizione sulla scena del crimine dell’assalitore e le sue caratteristiche salienti (altezza, postura)
- la sequenza temporale degli eventi associati al delitto
- se la vittima ha tentato di difendersi o si è spostata durante l’evento
- se la vittima era ancora in vita quando è stata colpita
- se l’aggressore è stato ferito a sua volta

In ogni caso, per quanto detto avanti, la BPA è solo un tassello, per quanto fondamentale, dell’indagine per cui non si può prescindere dal contributo sinergico di tutte le altre discipline applicate all’analisi della scena del crimine.

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