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Parere accordo Italia Svizzera

del 06/09/2013

Parere sull'accordo bilaterale sull'imposta alla fonte in ambito internazionale già siglato tra Svizzera, Inghilterra e Austria.

Alla luce degli accordi internazionali bilaterali sulla tassazione delle attività finanziarie detenute in Svizzera in cambio del mantenimento del segreto bancario, firmati e ratificati tra Berna, Gran Bretagna e Austria, riteniamo opportuno offrire con buon anticipo ai Consulenti il nostro parere riguardo ai possibili scenari fiscali che si evidenzieranno nel prossimo futuro in Svizzera.

L’Italia ha dichiarato l’intenzione di firmare entro fine 2012 un documento simile a quello ratificato dai due Stati membri appena citati.

L’accelerazione impressa dal Governo italiano alle tempistiche dell’accordo è stata confermata dal ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, che ha affermato che “L’accordo fiscale con la Svizzera è un obiettivo del Governo, prima si fa meglio è”.

Il ministro ha anche comunicato che l’intenzione del governo è di parafare l’accordo entro il 21 dicembre 2012.

Questo consentirebbe di recuperare gettito in loco dei capitali dei contribuenti italiani depositati negli istituti elvetici.Al fine di offrire una traccia esaustiva sull’accordo quadro comunitario, consideriamo come un valido esempio l’accordo firmato con l’Austria.

L’accordo prevede una tassazione anonima in cambio del mantenimento del segreto bancario, suddivisa in due tipi d’imposte.La prima riguarda il patrimonio presente nei rapporti bancari esistenti e sarà calcolata forfettariamente. L’imposta una tantum oscillerà tra il 21 e il 41 per cento dei valori patrimoniali presenti in Svizzera e sarà stabilita in funzione della durata della relazione con il cliente e dell''ammontare del capitale.

Una seconda tassa colpirà annualmente i redditi finanziari percepiti nelle banche svizzere da parte di cittadini austriaci e da qualsiasi società avente come beneficiario una persona fisica austriaca.L’aliquota legata ai redditi finanziari prodotti annualmente sarà pari a circa il 26%.

La presenza di strutture societarie o simili (società offshore, fondazioni, trust, polizze assicurative) sarà inutile e non rappresenterà un filtro al fine dell’individuazione del soggetto fiscale su cui imporre la tassazione.

Le casse austriache incasseranno immediatamente 200 milioni di Euro, che saranno anticipati dalle banche svizzere.

La parte successiva dell’aliquota verrà ritirata dalle banche confederate, che opereranno in regime di sostituto di imposta.

La Svizzera, come contropartita, manterrà il segreto bancario ad eccezione di 300 richieste di informazioni all’anno, che dovranno essere concesse liberamente alla Svizzera allo scopo di permettere alle autorità fiscali austriache lo svolgimento delle attività di verifica. La sottoscrizione dell’accordo tra il Consiglio Federale e i due Stati membri, Gran Bretagna e Austria, essendo avvenuta entro la fine del 2012, metterà i due Stati europei nella condizione di incassare il denaro della tassazione già nel 2013, in modo da essere di aiuto agli urgenti bisogni di bilancio.

Un discorso a parte va fatto per la Germania, che ha firmato l’accordo senza però averlo ratificato, in quanto il Bundesrat, la Camera dei Laender, controllata dai socialdemocratici e dai verdi, si è opposta contestando che la tassazione considerata (tra il 21 ed il 41 per cento) fosse ancora troppo “tenera” nei confronti degli evasori. L’esecutivo tedesco, comunque, ha affermato che questo è un accordo per il quale vale la pena di continuare a battersi, e di conseguenza ricorrerà alla commissione di mediazione parlamentare. Il ministro Vittorio Grilli ha dichiarato che “l’accordo italiano con la Svizzera viaggia su binari del tutto autonomi rispetto a quello tedesco”. Roma, infatti, non vuole farsi sfuggire un incasso previsto che andrà dai 10 ai 25 miliardi di Euro una tantum, più il prelievo annuale sui redditi da capitale.Alcuni osservatori hanno evidenziato che la maggiore severità richiesta, tramite l’inasprimento delle aliquote, dal parlamento tedesco dovrà essere presa in seria considerazione anche dai negoziatori italiani.

In buona sintesi, l’accordo bilaterale prevede quindi per il cliente la possibilità di pagare la tassa in maniera anonima in cambio del mantenimento del segreto bancario. In caso contrario la Banca è tenuta a comunicare generalità e posizione finanziaria presente in Svizzera alle autorità fiscali del Paese di residenza del cliente.

Per qualsiasi tipo di approfondimento sulle tempistiche e le procedure, non esitate a contattarci.

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