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Mutui ipotecari: differenze fra Nord e Sud

del 01/07/2013

Mutui ipotecari: differenze fra Nord e Sud

È indubbio come la crisi economica abbia rivoluzionato tutto il sistema paese.

Oggi per tutti, l’accesso al credito è divenuto una chimera. Le banche nostrane sbarrano alla possibilità di potersi veder concedere un mutuo e lo fanno utilizzando mezzi molto efficaci: la richiesta sempre più alta di garanzie che quasi nessuno riesce a poter onorare, unita alla dimostrazione di una situazione reddituale stabile e di livello non consentono facilmente l’accensione di un mutuo.

Però a ben guardare, la situazione non è omogenea sul territorio. Alcune Regioni infatti, hanno deciso di sostenere l’accesso al credito per i propri cittadini, semplificando l’iter per ottenere un mutuo ipotecario: a svelare tale chicca è un’indagine realizzata da Mutui.it con la collaborazione di Facile.it

Dallo studio è emerso che nei primi 5 mesi del 2103, l’andamento finanziario relativo alla concessione dei mutui ipotecari ha subito un seppur lieve miglioramento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e confrontando i dati statistici si è scoperto un aumento in tal senso di 2 punti percentuali: si è passati dal 5% del 2012 al 7% del 2013.

Non un trionfo certamente, ma potrebbe essere l’inizio di una tendenza.

Le Regioni che hanno reso possibile la media percentuale positiva ancora una volta si trovano al Nord: in Lombardia, Liguria e Marche è evidente una maggiore concessione del credito in relazione alle medie nazionali, con un innalzamento statistico che arriva al 10%.

Non male anche il Piemonte con il suo 8,7% di assenso all’accesso al credito e, strano ma vero, il Lazio e l’Umbria, entrambe al 7,5% di esiti positivi.

Manco a dirlo, se si verificano i dati del Centro Sud queste percentuali diminuiscono clamorosamente. Qui troviamo le Regioni Basilicata, Sardegna, Sicilia, Molise e Puglia che si attestano su una percentuale compresa tra 4,0% e 4,8%, la Campania su una media del 5% e la Calabria in ultima fila con il 3% delle pratiche andate a buon fine.

Altri dati che contrappongono nettamente il Nord dal Sud sono l’età media e il numero di rate: più giovani i cittadini delle Regioni nordiche – la media è di 37 anni -  e con dilazioni più lunghe (fino a 24 anni).

Per finire di delineare l’indagine, si conferma la tendenza tutta italiana a prediligere il tasso fisso, che fa dormire sonni più tranquilli vista l’assoluta instabilità dei mercati azionari.

Meglio pagare un po’ di più che enormemente di più. È lapalissiano.

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