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Le misure sperimentali per incrementare la produttività

del 11/06/2013

Le misure sperimentali per incrementare la produttività

Con la circolare n.15/2013 il Ministero del lavoro  ha definito i requisiti, i soggetti destinatari e le modalità di applicazione della detassazione ( imposta sostitutiva sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 10%) sulle somme erogate a titolo di retribuzione di produttività per l’anno 2013.

Nell’anno 2013 potranno accedere alla detassazione solamente i dipendenti del settore privato che hanno percepito nell’anno 2012  un reddito derivante dal lavoro subordinato non superiore  ad €40.000,00 lordi, pertanto rimango esclusi i lavoratori della Pubblica amministrazione. Ogni singolo lavoratore potrà percepire, quale retribuzione di produttività,  un importo complessivo massimo pari ad €2500,00 lordi nel corso del corrente anno.

Per retribuzione di produttività si intendono quelle voci retributive, erogate al personale,  strettamente correlate ad indicatori quantitativi di produttività / redditività/ qualità/ efficienza/ innovazione.

A titolo esemplificativo le voci retributive possono essere collegate anche ad indicatori quantitativi incerti nella loro corresponsione, quali  un incremento di fatturato, una migliore soddisfazione della clientela correlata ad un aumento della stessa, ovvero una riduzione dei costi di produzione dovuta all’implementazione di nuove tecnologie.

Un’importante novità introdotta nella detassazione dell’anno 2013 riguarda la possibilità di detassare anche le giornate di ferie, eccedenti le due settimane obbligatorie per legge, nel caso si provveda ad una programmazione e distribuzione flessibile delle stesse, sempre nell’ottica di una miglior produttività aziendale.

Va sottolineato, come l’attuale normativa, preveda che l’erogazione delle somme riferite alla produttività debba avvenire in esecuzione di contratti collettivi debitamente sottoscritti dalle associazioni dei lavoratori maggiormente rappresentative.

Le aziende possono far riferimento anche ai contratti o accordi interconfederali sottoscritti dalle associazioni datoriali, purchè gli stessi risultino depositati presso la Direzione territoriale del lavoro.

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