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Dedurre le perdite sui crediti di modesto importo

del 09/05/2013

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Dedurre le perdite sui crediti di modesto importo

Si, a condizione che i crediti siano scaduti da oltre sei mesi e siano non superiori a 2.500 euro per le imprese fino a 100 milioni di euro di fatturato (5.000 euro per le altre). È quanto prevede l’art. 101, co. 5 del TUIR. Si tratta dei crediti verso clienti spesso presenti per importi significativi nei bilanci delle piccole e medie imprese in questi anni caratterizzati da crisi economica, soprattutto quest’anno in cui devono essere considerati anche quelli scaduti negli esercizi precedenti il 2012.

Vi sono però numerosi dubbi applicativi, in assenza di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Mentre infatti non vi sono problemi in caso di rinuncia all’incasso del credito o prescrizione dello stesso, in quanto tali situazioni determinano l’inesigibilità definitiva del credito e quindi lo stralcio contabile del credito con la rilevazione della perdita su crediti, si pongono rilevanti dubbi applicativi per i crediti scaduti nei confronti dei quali non si ritenga di rinunciare al loro incasso. La domanda che ci si pone è la seguente: le “svalutazioni” dei crediti di modesto importo scaduti da oltre sei mesi sono deducibili sulla base di elementi certi e precisi? Si deve ritenere che la riposta a tale quesito debba essere positiva. L’espressione “perdite su crediti” utilizzata dal legislatore fiscale deve essere ritenuta “impropria” sotto il profilo contabile, poiché si riferisce a situazioni in cui il redattore del bilancio deve, nel rispetto del codice civile che vieta inquinamenti del bilancio per effetto di norme fiscali, movimentare il conto “svalutazione crediti”. La “perdita su crediti”, sotto il profilo civilistico, emerge soltanto nei casi in cui, in presenza di inesigibilità definitiva, il fondo svalutazione crediti non sia capiente.

In considerazione della rilevanza di tale tema in sede di redazione del bilancio 2012 e di determinazione dell’imponibile IRES, è auspicabile che l’Agenzia delle Entrate in via interpretativa confermi tale tesi chiarendo che le “perdite su crediti” sono deducibili indipendentemente dalla loro qualificazione contabile come “svalutazioni”.

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