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Tutela del software: marchio e diritto d'autore

del 08/03/2013

Tutela del software: marchio e diritto d'autore

Chi crea un nuovo software si aspetta di essere ritenuto titolare di un diritto esclusivo sul suo sfruttamento.

La globalizzazione, favorita dalla diffusione di internet, accentua il problema della tutela dell’invenzione in campo nazionale ed internazionale.

I possibili strumenti di tutela sono tre: il marchio di fabbrica (artt. 7, 28 codice della proprietà industriale) la cui registrazione attribuisce al richiedente il diritto di esclusiva sullo stesso con effetti per 10 anni dal deposito della domanda e possibilità di rinnovi alla scadenza; il diritto d'autore (un poco differente dal copyright dei Paesi di Common Law, quali Stati Uniti e Gran Bretagna) che è il diritto esclusivo di diffusione e sfruttamento dell’opera d’ingegno di carattere creativo previsto da diversi ordinamenti nazionali (tra cui quello italiano) e da Convenzioni internazionali (es. Convenzione di Berna).

Esso tutela uno “specifico” codice del programma: non è consentito copiare parti di quel programma ma è lecito ideare un altro programma avente le medesime funzioni; il brevetto (codice civile, titolo IX) che attribuisce al suo autore il diritto esclusivo di sfruttamento dell’opera su di un territorio e per un periodo limitato.

Il dibattito su quale sia la forma di tutela migliore e più efficace è tuttora acceso in tutta la Comunità Europea e nel Mondo.

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