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Maltrattamenti dopo la cessazione della convivenza

del 25/02/2013

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v.le Leonardo da Vinci 114 Roma 00145 Roma (RM)
Maltrattamenti dopo la cessazione della convivenza

Secondo quanto sostiene la recente giurisprudenza della Corte di Cassazione (sentenza n.7369 del 14.02.2013) "la cessazione del rapporto di convivenza, ad esempio, a seguito di separazione legale o di fatto, non influisce sulla sussistenza del reato di maltrattamenti, rimanendo integri, anche in tal caso, i doveri di rispetto reciproco, di assistenza morale e materiale e di solidarietà che nascono dal rapporto coniugale."

La Corte ha altresì precisato che ciò si desume dalla lettera della norma, che punisce la condotta di chi sottoponga a maltrattamenti una persona della famiglia, senza richiedere che il vincolo familiare si accompagni necessariamente ad un rapporto di convivenza o di coabitazione.

Tale principio è stato specificatamente affermato anche in relazione a sistematici atti di percosse, ingiurie, minacce, molestie da parte del marito nei confronti della moglie separata.

Laddove l'agente "perseveri nelle condotte integranti il reato di maltrattamenti, dopo la cessazione della convivenza, senza alcuno iato cronologico, si verifica una protrazione dell'arco temporale di esplicazione del reato di cui all'art. 572 c.p.".

Se la condotta criminosa si è snodata senza soluzione di continuità dalla rottura si può dunque configurare la sussistenza del reato in oggetto.

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