Consulenza o Preventivo Gratuito

Redditest, come fare buon uso di questo strumento

del 03/12/2012

Redditest, come fare buon uso di questo strumento

E’ sulle prime pagine dei quotidiani economici ormai da alcuni giorni: il 20 novembre, infatti, è nato il “Redditest”, una sorta di strano “studio di settore per famiglie” - così è stato da più parti subito ribattezzato - partorito dall’inesauribile fantasia della nostra Amministrazione Finanziaria.

Di che si tratta? E’ un software, messo a disposizione gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate, attraverso il quale ogni singolo contribuente che lo desiderasse potrà auto valutare il proprio reddito sulla base delle spese sostenute e dei beni (ma anche investimenti finanziari) posseduti. In realtà con il “Redditest” sarà possibile valutare il reddito dichiarato dall’intero nucleo familiare: una volta inseriti i dati di ciascun componente della famiglia, nonché le spese sostenute da ognuno, il software elaborerà il responso di coerenza (luce verde) od incoerenza (luce rossa) del reddito familiare rispetto al tenore di vita dei relativi componenti.

Le mire di questo strumento, come più volte ribadito dalla stessa Agenzia delle Entrate, sono unicamente quelle di aumentare la compliance fiscale dei cittadini italiani, cioè di spingere “bonariamente” i contribuenti verso quei valori di reddito attesi dal Fisco, al fine di indurli spontaneamente all’adeguamento, sulla falsariga dello scopo che aveva a suo tempo ispirato la nascita degli Studi di settore.

D’altro canto, da un eventuale responso di incoerenza del “Redditest” non potrà mai scaturire un accertamento sul reddito del nucleo familiare, perché, da un lato, il software utilizzato viene scaricato direttamente sul PC dell’utente senza che sia lasciata traccia sul web dei dati caricati e, dall’altro, i medesimi dati in nessun modo verranno comunicati all’Agenzia delle Entrate. Ciò è tanto più vero se si considera che uno degli strumenti per determinare sinteticamente il reddito complessivo del contribuente non è il “Redditest”, ma il cd. “Redditometro”, come da ultimo potenziato dal DL n. 78/2010, che utilizzerà specifici “elementi indicativi di capacità contributiva” (a tutt’oggi ancora in corso di definizione da parte dell’Amministrazione Finanziaria) in base ai quali il Fisco, senza individuare in maniera puntuale le spese sostenute dal contribuente oggetto d’indagine ed utilizzando un’elaborazione matematico-statistica, determinerà il reddito complessivamente attribuibile al medesimo. Tornando, comunque, alle novità introdotte dal “Redditest”, ci preme sottolineare che la compilazione dello stesso non risulta né agevole e neppure rapida.

Gli elementi richiesti sono infatti molteplici e tra i più disparati: oltre alla tipologia del nucleo familiare, al comune di residenza ed all’anno di riferimento, è necessario fornire notizie circa il numero di abitazioni detenute, sia in proprietà che in affitto (con relative spese per manutenzioni, canoni, mutui, utenze, arredi ed elettrodomestici), i mezzi di trasporto utilizzati (auto, moto, camper, barche, aerei e per tutti le spese per RCA o per canoni di noleggio), le assicurazioni sottoscritte (vita, malattia, infortuni, danni a terzi), i contributi versati (obbligatori, volontari, alla previdenza complementare), le spese per istruzione (corsi universitari e di tutoraggio, scuole di specializzazione, master, corsi di lingue straniere e soggiorni all’estero), le spese per il tempo libero e la cura della persona (abbonamenti ad eventi sportivi e/o culturali, attività sportive, adesione a circoli, abbonamenti a pay tv, equitazione, viaggi e soggiorni in albergo, centri benessere), le altre spese genericamente individuate (spese mediche, assegni corrisposti al coniuge, spese per animali domestici, per apparecchiature elettroniche e per gioielli) e, da ultimo, i dati dell’ultimo triennio relativi ad investimenti e disinvestimenti in attività finanziarie.

Tuttavia, pur con questa mole di dati, sulla base dei primi test segnalati dagli addetti ai lavori, risulta tuttora oscura la ratio che sottende ai risultati del software, dal momento che a parità di reddito, ma con spese qualitativamente diverse, il responso può essere anche diametralmente opposto.


vota  
Inserendo i miei dati accetto le Condizioni d'uso e il trattamento dati
Voglio ricevere le newsletter di Axélero S.p.A. come specificato nel paragrafo 2b
Voglio ricevere le newsletter di società terze come specificato nel paragrafo 2c
SULLO STESSO ARGOMENTO
A Milano il fisco si paga a rate

del 16/07/2010

Secondo i dati della società che dal 2006 si occupa della riscossione delle imposte per conto dello...

I Dottori commercialisti e la nuova tariffa unificata

del 16/07/2010

Ieri il Consiglio di Stato ha dato parere positivo sulla nuova tariffa unificata dei dottori comme...

Aumenta il compenso dei 730

del 13/09/2010

Il compenso per Caf e professionisti per ogni dichiarazione elaborata e trasmessa per l'attività svo...