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Il cessionario fattura il premio di fine anno

FISCO E TASSE

di Rag. Romana Romoli del 03/05/2012
Il cessionario fattura il premio di fine anno
L’ordinanza n. 5208 della Cassazione ha rinviato la decisione di merito a un’altra sezione della Cassazione perché valutasse con esattezza il procedimento da seguire in caso di corresponsione di premi di fine anno e/o applicazione di sconti e loro diversità.
Negli anni, sentenze di Cassazione, Risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e Circolari Ministeriali si sono occupate delle modalità di fatturazione dei premi e sconti, ma evidentemente a tutt’oggi ancora questa pratica commerciale di fatturazione di premi e sconti porta incertezza.
Le operazioni che possono essere definite sconti /premi/ abbuoni:
  • sconti o premi incondizionati, quindi concessi al proprio cliente indipendentemente dal raggiungimento di uno specifico obiettivo;
  • sconti o premi concessi invece al raggiungimento di un target di volumi di vendita;
  • sconti o remi di fine anno a target, non legati al raggiungimento di volumi di vendite ma per esempio alla riduzione dei resi di vendita;
  • premi o sconti condizionati concessi a fine anno al proprio cliente per particolari situazioni o politiche di vendita verso quel cliente;
  • sconti o premi rispetto alle condizioni di pagamento;
  • sconti o premi logistici per centralizzazione quando la merce viene consegnata al cliente in un unico punto centralizzato;
e così via possono esistere ancora varie casistiche di sconti al cliente solitamente facenti parte delle politiche commerciali dell’azienda venditrice stessa verso determinati clienti o anche verso tutti i propri clienti, gli stessi sconti possono essere poi applicati forfettariamente o in misura fissa o a percentuale.
Solitamente questi sconti possono essere applicati a singola fornitura o a fine anno, solitamente sono applicati a fine anno i premi legati appunto al raggiungimento di un target di volumi di vendita. Nella grande distribuzione per esempio tra azienda produttrice e azienda distributrice (i grandi supermercati e ipermercati) è naturale assistere al fenomeno degli sconti contrattuali .
Non bisogna confondere gli sconti o premi contrattuali con invece i servizi promozionali sempre legati alla vendita perché allora ci troviamo di fronte a un fenomeno completamente diverso ai fini della fatturazione del servizio, il corrispettivo pattuito per il servizio costituisce a tutti gli effetti base imponibile da fatturare con iva ordinaria.
Già la Sentenza di Cassazione la n. 5006 del 5 marzo 2007 si era espressa riguardo i premi commerciali di fine anno definendoli “un contributo autonomo riconosciuto indistintamente a fine esercizio al cliente al raggiungimento di un determinato fatturato o comunque per incentivarlo a futuri acquisti [...] E senza alcun collegamento causale con singole e determinate cessioni imponibili” e si differenzia dallo sconto inteso invece come “una componente che incide direttamente sul prezzo della merce compravenduta o del servizio scambiato riducendone l’ammontare dovuto per le singole operazioni compiute” così esprimendosi la Cassazione aveva escluso la possibilità assoggettare a iva i premi di fine anno con la conseguente indetraibilità dell’imposta indicata nella eventuale nota di credito.
L’Agenzia delle Entrate nella risoluzione del 17 settembre 2004 n. 120, ha invece ribadito che l’erogazione dei bonus quantitativi di fine anno, essendo subordinati al raggiungimento di un predeterminato volume di vendite, è assimilabile al pagamento di una remunerazione specifica e ulteriore rispetto a quella ordinaria; dette somme si configurano quali incentivi corrisposti in vista dell’incremento del numero delle vendite future e si traducono in una corrispondente riduzione dei prezzi originariamente applicati dalla società all’atto della cessione dei prodotti. Tali bonus pertanto sono da assoggettare al medesimo trattamento riservato agli abbuoni o sconti previsti contrattualmente di cui all’articolo 26 comma 2 del decreto del Presidente della Repubblica 633/72 in relazione ai quali è ammessa la possibilità di emissione da parte del cedente di note di accredito con iva a favore della controparte. Tale impostazione è condivisa dalla norma di comportamento n. 163 dell’Associazione Italiana Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.
In relazione alle diverse impostazioni che vengono espresse riguardo i premi e sconti di fine anno è bene osservare attenzione nelle modalità di fatturazione , nella descrizione puntuale da riportare nella nota di credito e nella documentazione da conservare ai fini di un eventuale contenzioso.
Gli sconti immediati (per esempio sconti logistici, per condizioni di pagamento eccetera) sono esposti direttamente nella fattura di vendita dei prodotti relativi. Diversamente se le condizioni contrattuali prevedono l’applicazione degli sconti o premi in un determinato periodo (classico caso dei premi al raggiungimento di un predeterminato volume di vendite) così per esempio a fine anno, il cedente deve emettere nota di credito ai sensi dell’articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 633/72. E’ bene che nella nota di credito siano riportati tutti gli elementi al fine di contraddistinguere la tipologia del premio applicato, l’indicazione della fattura di vendita alla quale ci si riferisce, il riferimento al periodo e anche all’accordo commerciale dal quale nascono appunto l’applicazione degli sconti; sarebbe inoltre opportuno che in relazione ai riferimenti riportati nella nota di credito siano conservati le copie dei documenti citati e allegati alla medesima.
Attendiamo ora dunque che la Corte Costituzionale emetta nuova sentenza .

Rag. Romana Romoli
Studio Romoli Romana

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