L’articolo 13 del decreto "Salva Italia" stabilisce che il possessore di una sola abitazione, che abbia la residenza altrove, su quell'unico immobile in suo possesso, sia tenuto comunque a pagare l'imposta come se fosse la seconda casa e cioè con un'aliquota doppia: 7,6 per mille, contro il 4 dovuto per l'abitazione principale.
Trecentomila anziani ricoverati in case di riposo e ospizi per malati terminali rischiano dunque di dover pagare l'Imu sulla prima casa - spesso un appartamentino acquistato con i risparmi di una vita modesta, non una villa in Sardegna o a Cortina - come fosse la seconda, perché ai fini fiscali la casa di riposo e l' ospizio sono considerati «dimora abituale».
La commissione Finanze della Camera infatti ha approvato un emendamento che recepisce una delle condizioni poste dalla commissione Bilancio.
Secondo l'emendamento approvato dalla commissione Finanze, era stata data ai Comuni la possibilità di scegliere se applicare agli anziani e ai disabili l'aliquota agevolata; mentre secondo la nuova formulazione della norma, anziani e disabili potranno pagare sulla propria abitazione l'Imu agevolata prevista per la prima casa solo se il Comune si farà carico del mancato gettito statale, cioè del 50%.
Quindi lo Stato non rinuncerà all’imposta: la modifica prevede piuttosto che gli eventuali sconti sull’Imu saranno totalmente a carico dei Comuni.
Le amministrazioni locali potranno quindi decidere se e come applicare l’agevolazione sulla prima casa, nel caso questa non sia abitata per motivi sanitari, coprendo anche interamente la spesa.
Questo significa quindi che i Comuni con le casse meno ricche potranno anche decidere di non prevedere nessuno sconto, applicando quindi l’aliquota ordinaria anziché quella sulla prima casa.
Il provvedimento colpisce in particolare i soggetti deboli come anziani ricoverati in case di cura o ospizi, disabili e persone che, pur residenti all’estero, sono proprietari in Italia di casa non data in affitto.
Dott. Filippo Boni
nel comune di Roma.
Lei dimora in quello mio ed io in quello suo.
Pare che non abbiamo diritto alle agevolazioni per abitazione principale e che per noi esista solo la seconda casa senza la prima.
L'assurda conseguenza é che dovremo versare l'IMU per seconda casa solo
per il fatto formale di essercela scambiata reciprocamente come dimora.
Se ciascuno fosse rimasto nella propria avremmo pagato l'IMU per prima casa (!!!???).