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Teleruttori 

del 22/05/2017
CHE COS'È?

Teleruttori : definizione

teleruttori, noti anche come contattori, sono dispositivi meccanici di manovra che permettono di stabilire le correnti di alimentazione degli utilizzatori, di interromperle e di portarle. La forza che è necessaria per chiudere i contatti principali - i quali sono normalmente aperti - proviene da un elettromagnete, che favorisce la commutazione dei contatti mobili, nel momento in cui è eccitato, superando la forza che deriva da due molle antagoniste; il comando può, a seconda dei casi, essere automatico o manuale. In generale, comunque, i teleruttori vengono comandati a distanza, anche da punti diversi. Quelli di bassa tensione devono rispettare le regole generali che sono contenute nella Norma CEI EN 60947-1 (CEI 17-44), mentre la Norma CEI EN 60947-4-1 (CEI 17-50) include le prescrizioni particolari. Quando sono diseccitati, i contattori assicurano la separazione galvanica fra due circuiti. Possono essere impiegati come avviatori per i motori asincroni se vengono coordinati in maniera adeguata con un relè termico, ma possono servire anche al fine di far entrare in azione circuiti ausiliari di allarme. 


COME SI FA

Come sono fatti i teleruttori?

teleruttori sono costituiti dai contatti di potenza, dai contatti ausiliari, dalle molle antagoniste e da un elettromagnete. I contatti di potenza non sono altro che i contatti principali che sono normalmente aperti nel momento in cui il contattore è diseccitato: essi consentono di stabilire e interrompere le correnti di alimentazione. Per quel che riguarda i contatti ausiliari, invece, le loro dimensioni sono più piccole rispetto a quelle dei contatti di potenza: essi possono essere combinati in modi differenti, ma in qualsiasi caso vengono sfruttati per la realizzazione del circuito di comando. Le molle antagoniste, poi, si oppongono al movimento compiuto dall'equipaggio mobile così da caricarsi, per poi riportarlo a riposo quando si scaricano. L'elettromagnete, infine, genera il campo magnetico che serve alla movimentazione del nucleo mobile quando viene percorso dalla corrente. Sui poli viene inserita, al fine di limitare il più possibile la rumorosità, la spira silenziatrice, che ha anche il compito di prolungare la durata di funzionamento. Il flusso, così, viene in parte sfasato, in maniera tale che non vi sia mai il rischio che la forza elettromagnetica venga meno. 


CHI

Chi si occupa di impianti elettrici.


FAQ

1. Quali sono gli accorgimenti che vengono messi in pratica per contrastare il degrado dei teleruttori?

Per i teleruttori, quello dell'usura è un problema molto grave, che si amplifica sempre di più con il trascorrere del tempo. Per fare in modo che tali dispositivi elettromeccanici si rivelino longevi, in molti casi i contatti vengono realizzati in argento, un materiale che è in grado di assicurare una apprezzabile conducibilità elettrica anche nel caso in cui si ossidi. Ciò non toglie che si possono verificare guasti per altri motivi, come per esempio la costante commutazione di alte correnti. Accade, così, che la fusione del metallo in una determinata zona del contatto possa essere dovuta a un piccolo arco elettrico: si verifica, di conseguenza, il cosiddetto incollaggio, dal momento che il contatto non si può più aprire. Si tratta di un fenomeno che non di rado è dovuto a un calo di tensione che si concretizza nel circuito di alimentazione della bobina. Il ricorso a bobine elettroniche caratterizzate da un range di alimentazione ampio può rappresentare un ottimo rimedio per contrastare o comunque per contenere il problema. 
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