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Domande & risposte

Quali sono gli obblighi a cui è tenuto il contribuente durante i controlli disposti dall’Amministrazione Finanziaria in azienda?

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Ove gli organi di controllo dell’Amministrazione Finanziaria intendano esercitare, al momento di avvio di un’ispezione tributaria, il potere di accesso, diventa complicato capire quali siano i luoghi ed i documenti che possano essere oggetto di verificazioni e ricerche, sulla base di presupposti normativi.

Sicuramente luogo di accesso idoneo ad ispezione e verifica sono i locali destinati all’esercizio dell’attività, qualunque essa sia, commerciale, agricola, artistica o professionale.

Con riferimento ai controlli posti in essere all’interno degli studi professionali, è il caso di precisare che l’accesso a studi professionali o artistici richiede presupposti legittimanti ulteriori, poiché occorre tener conto dell’esigenza di tutelare la riservatezza dei dati dei clienti dello studio. A norma dell’art 52, comma 1, DPR 633/1972 l’accesso è consentito nei luoghi adibiti all’esercizio di attività professionale a condizione che sia presente il titolare dello studio o un suo delegato.

La parte, il contribuente, ha l’obbligo di esibire la documentazione contabile ed extracontabile presente in azienda, ed i verificatori non possono richiedere al contribuente elaborazioni o prospetti informatici non già formati. I libri societari ed i relativi registri non possono essere sequestrati; le scritture ed i documenti, tra i quali rientrano quelli di natura extracontabile, sono sequestrabili solo nel caso in cui si realizzino situazioni che possano pregiudicarne l’uso successivo.

Il contribuente che opponga il rifiuto all’esibizione della documentazione andrà incontro a responsabilità di diverso tipo: responsabilità amministrativa (ai sensi dell’art 9, comma secondo, Dlgs n. 471 del 1997); eventualmente responsabilità penale (ai sensi dell’art 10 del Dlgs n. 74 del 2000, che tuttavia punisce le condotte di distruzione o occultamento delle scritture contabili obbligatorie e non il mero rifiuto di esibizione); responsabilità di carattere procedurale.

Per procedere invece all’apertura coattiva di borse, plichi sigillati, mobili, ripostigli, casseforti et similia, ovvero a ricerche su persone occorre un’apposita autorizzazione da parte dell’Autorità Giudiziaria; ciò accade nel caso in cui vi sia espresso diniego da parte del contribuente.   



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