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Domande & risposte

Vorrei sapere quali sono le sanzioni se i dati catastali immessi sono errati (ovviamente per mero errore materiale).

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Le sanzioni sono proporzionali all’imposta evasa. Consideriamo due casi: 

  • i dati catastali indicati nella dichiarazione dei redditi riguardano l’abitazione principale;
  • i dati catastali indicati nella dichiarazione dei redditi riguardano un’abitazione secondaria, detta anche a disposizione. 
Se i dati catastali immessi riguardano la casa adibita ad abitazione principale allora l’imposta evasa è pari a zero e quindi la sanzione è pari a zero; il reddito generato dall’immobile, infatti, è totalmente compensato, con una deduzione di pari importo, dal reddito complessivo soggetto a tassazione.
L’indicazione di dati catastali errati, in questo caso, è da considerarsi mero errore formale; in virtù dello Statuto del contribuente (articolo 10 comma 3 legge n. 212/2000), non sono punibili le violazioni puramente formali che non arrecano pregiudizio all'esercizio delle azioni di controllo e non incidono sulla determinazione della base imponibile, dell'imposta e sul versamento dei tributi.
Se i dati catastali immessi riguardano un’abitazione a disposizione del contribuente allora il reddito generato dall’immobile ha una sua incidenza positiva nel calcolo delle imposte da versare, non essendo previste deduzioni di pari importo dal reddito complessivo soggetto a tassazione. 
L’imposta non pagata può essere versata attraverso l’istituto del ravvedimento operoso, che prevede l’applicazione di sanzioni ridotte; la misura della riduzione è attualmente pari a un decimo della sanzione minima (se la violazione è regolarizzata entro 30 giorni dalla scadenza naturale dell’imposta) o a un ottavo della sanzione minima (se la violazione è regolarizzata dopo i 30 giorni dalla scadenza naturale dell’imposta). La sanzione minima è pari al 30% dell’imposta non pagata.
L’istituto del ravvedimento operoso si può applicare se l’imposta non pagata non è già stata contestata dall’amministrazione finanziaria e, comunque, entro il termine massimo per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione.


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