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L'università non ha più appeal

del 27/01/2011
di: di Benedetta Pacelli
L'università non ha più appeal
Calano i laureati, diminuiscono le matricole ma, nel complesso il sistema universitario tiene il passo nel confronto internazionale. Sono le contraddizioni che saltano all'occhio scorrendo i dati dell'ultimo rapporto sullo Stato del sistema universitario messo a punto dal Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario (Cnvsu). Dati conosciuti in alcuni casi, e che spazzano via luoghi comuni in altri, uno su tutti il fatto che, al di là di cifre non sempre incoraggianti, il sistema universitario nel suo complesso è ben piazzato nel ranking internazionale prodotto ogni anno: al decimo posto al mondo e al quinto in Europa a fronte di una quota di spesa pubblica per istruzione in rapporto al Pil pari allo 0,8%. I nodi vengono però quando si cercano gli atenei italiani nelle classifiche generali: prima di trovarne uno italiano, infatti, bisogna arrivare fino alla 176 esima posizione dove si colloca l'università di Bologna, seguita dalla Sapienza di Roma alla 191esima posizione e da Padova alla 261esima. Nei confronti che riguardano i singoli atenei, infatti, le università italiane scontano alcune criticità: dalla scarsa internazionalizzazione, alla penuria dei finanziamenti per il diritto allo studio con borse di studio, per esempio diminuite del 60% nell'ultimo anno e soprattutto un rapporto non proporzionato docenti-studenti. In Italia questo rapporto è pari a 19,7 ovvero, in media, si hanno circa 20 studenti per ogni docente all'università a fronte di una media dei paesi Ocse pari a 16,2 e di quelli europei invece pari a 15,8. Dal rapporto emerge poi il calo degli immatricolati che dopo il picco del 2002/03 (74,5%) sono scesi progressivamente al 66% nel 2008/09, circa due punti percentuali in meno rispetto all'anno precedente e arrivando a quota 293 mila nel 2009/10. E il calo ha toccato anche il numero dei laureati che nel 2009 è sceso sotto la soglia dei 300 mila, sono diminuiti anche i laureati di primo livello, circa 171 mila (circa 2 mila in meno rispetto al 2008), si sono attenuati gli iscritti alle lauree specialistiche e meno di un laureato su 4 (24,3%) ha conseguito la laurea di primo livello nella scadenza stabilita. E le entrate complessive? Al netto delle partite di giro le entrate del sistema universitario italiano nel 2009 sono state pari a 13,2 miliardi di euro, in calo rispetto ai 13,6 del 2008. Tuttavia, il trend è comunque crescente dal 2001. In otto anni, le entrate contributive degli atenei statali sono complessivamente cresciute del 60%. Fra il 2008 e il 2009 si stabilizza la capacità degli atenei statali di attrarre finanziamenti esterni, attraverso convenzioni, contratti e vendita di servizi a imprese e istituzioni. Questa voce, che evidenzia lo sforzo imprenditoriale delle università, ha segnato un aumento del 9% nel 2008 rispetto al 2007 e risulta complessivamente più che raddoppiata nell'arco degli 8 anni che vanno dal 2001 al 2009.
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