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Intra, soggetti in attività sempre

del 08/01/2011
di: di Roberto Rosati
Intra, soggetti in attività sempre
Nessuna sospensione delle operazioni intracomunitarie per i soggetti già in attività, fino all'eventuale esclusione dall'archivio Vies. In particolare, coloro che, non essendo in possesso dei requisiti per il mantenimento della posizione in archivio, chiederanno di esservi iscritti, non dovranno attendere trenta giorni per effettuare scambi intraUe. Questa, salvo difformi interpretazioni ufficiali, la chiave di lettura delle disposizioni contenute nei provvedimenti emanati dall'agenzia delle entrate il 29 dicembre 2010, in ordine alle regole dettate per la fase di avvio dell'archivio delle posizioni Iva validate.

La procedura «a regime». Il meccanismo prevede che i soggetti interessati ad effettuare le operazioni intracomunitarie manifestino tale volontà nella dichiarazione di inizio attività, oppure successivamente con apposita istanza da presentare direttamente a un ufficio dell'Agenzia delle entrate. In assenza di diniego nel termine di 30 giorni, scatta il silenzio-assenso e la posizione del contribuente è iscritta, dal trentunesimo giorno, nell'archivio, come prevede il «provvedimento Vies». Questa procedura parrebbe applicabile anche ai soggetti già in attività, richiamandosi detto provvedimento all'art. 35, comma 15-quater.

Soggetti già in attività. Occorre però tenere conto delle regole particolari previste dal «provvedimento autorizzazione» per i soggetti con dichiarazione di inizio attività presentata prima del 28 febbraio 2011, data entro la quale l'Agenzia cancellerà dall'archivio coloro che non possiedono determinati requisiti, se non presentano richiesta di autorizzazione. Queste regole sono diverse a seconda del periodo di apertura della partita Iva.

Dichiarazione di inizio attività presentata dal 31/5/2010 al 28/2/2011. Coloro che hanno presentato (o presenteranno) la dichiarazione di inizio attività nel suddetto periodo saranno esclusi dall'archivio qualora non abbiano espresso, in tale dichiarazione, la volontà di effettuare operazioni intracomunitarie. Saranno inoltre esclusi «quelli che, in mancanza, non hanno comunque posto in essere nel secondo semestre 2010 operazioni intracomunitarie e adempiuto agli obblighi di presentazione dei relativi elenchi riepilogativi». Pur con i dubbi sollevati dalla formulazione del periodo virgolettato, sembra di poter dire che non saranno esclusi i contribuenti che, pur non avendo espresso l'opzione, abbiano effettuato tra luglio e dicembre 2010 operazioni intracomunitarie e presentato i relativi modelli Intrastat.

Dichiarazione di inizio attività presentata prima del 31/5/2010. Saranno altresì esclusi coloro che hanno presentato la dichiarazione di inizio attività prima dell'entrata in vigore del dl n. 78/2010, se non hanno presentato elenchi Intrastat relativi a scambi di beni e di servizi nel 2009 e nel 2010, oppure, pur avendo presentato gli elenchi, non hanno adempiuto agli obblighi dichiarativi Iva per il 2009. Riguardo al requisito della presentazione degli elenchi, che consente di mantenere la posizione dell'archivio Vies, è da ritenere che non sia necessario che gli elenchi siano stati presentati in entrambi gli anni, ma sia sufficiente la presentazione nel 2009 o nel 2010; questo non solo in base alla lettera, ma anche secondo logica: il soggetto che ha aperto la partita Iva, per esempio, a gennaio 2010, non può avere presentato gli elenchi anche per il 2009.

La presentazione dell'istanza. I soggetti in predicato di esclusione secondo le disposizioni di cui sopra, possono comunque chiedere di essere inclusi nella banca dati Vies presentando apposita istanza ad un ufficio dell'agenzia delle entrate; in tal caso si applica la procedura del silenzio-assenso e del diniego. Non è però chiaro se, come stabilito dalle regole «a regime», anche in questo caso il soggetto dovrà astenersi per trenta giorni dall'effettuare operazioni intracomunitarie. Come si diceva, sembrerebbe di no, anche in considerazione del fatto che, in relazione a tali soggetti, non si tratta di inserire la partita Iva nell'archivio Vies, ma di evitare la cancellazione dall'archivio stesso. Questa interpretazione, oltre a non pregiudicare, sia pure temporaneamente, l'operatività delle imprese già esistenti, permetterebbe di adottare senza remore, nei casi di dubbio circa il possesso o meno dei requisiti che evitano l'esclusione entro il 28 febbraio, la soluzione pratica di presentare comunque l'istanza di autorizzazione. Si rammenta che la validazione della posizione in Vies potrà essere verificata attraverso l'interrogazione telematica delle partite Iva comunitarie.

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