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La mailing list è blindata

del 05/01/2011
di: di Federico Unnia
La mailing list è blindata
Le mailing-list sono rubriche che raccolgono l'indirizzo di posta elettronica degli iscritti e che consentono al singolo partecipante di inviare contestualmente, e quindi anche di ricevere, messaggi e comunicazioni di vario genere. La comunicazione del messaggio non avviene perciò a singolo, ma tra e verso una pluralità di persone. Proprio perché costituite da una sorta di rubrica, la caratteristica delle mailing-list sta nel fatto di delimitare l'invio e la ricezione del messaggio ad una cerchia determinata di persone, in ciò distinguendosi dai sistemi di comunicazione a circuito aperto, come possono essere le chat multiple e i newsgroup, che invece sfrutto l'area di un server accessibile a un numero indeterminato di persone, al fine dello scambio di messaggi sui più diversi argomenti ovvero su un determinato tema. Ne consegue che non è possibile renderne pubblico il contenuto oltre la cerchia dei destinatari. È questo l'importante principio sancito dalla Corte di appello di Milano con la sentenza del 20 novembre 2010, presidente Deodato, relatore Ongania, con la quale è stata confermata la decisione di primo grado del tribunale di Milano. Ma vediamo il caso. Un quotidiano nazionale aveva pubblicato con grande risalto una serie di mail, inviate tramite una mailing list, in un paginone dal titolo» i magistrati di sinistra si radunano in chat e condannano Berlusconi», con lo scopo di accreditare la tesi che la magistratura è prevenuta nei confronti del premier. Nell'articolo non venivano riportate solo le mail, ma anche nomi degli autori e la loro posizione (es: presidente di sezione al tribunale di Foggia ecc). Uno dei giudici le cui mail furono pubblicate insieme al nome, in seguito alla pubblicazione ha ricevuto varie lettere anonime di insulti e minacce, è stato pubblicamente insultato dall'allora sindaco (Pdl) della città dove lavorava, ed è stato sottoposto ad un procedimento disciplinare, da cui poi è uscito assolto. Per questo ha deciso di citare il giornale per violazione della corrispondenza e violazione della privacy.

La sentenza, che conferma quella di primo grado, ha stabilito prima di tutto che i messaggi inviati alle mailing list sono a tutti gli effetti corrispondenza epistolare, e quindi tutelati dall'art. 15 della Costituzione. Il fatto che il mittente possa non sapere o conoscere tutti gli iscritti alla lista è irrilevante, in quanto comunque la spedizione è limitata ai soli iscritti alla lista, concretizzando così il carattere di determinatezza della corrispondenza. Inoltre, ha anche sancito che la pubblicazione del nome del magistrato e del luogo del suo ufficio costituisce una violazione del principio della essenzialità della notizia, previsto dalla legge sulla privacy.

Pertanto la Corte ha stabilito esserci stata una violazione sia della tutela della corrispondenza che della normativa sulla privacy. È la prima volta che una Corte d'appello si pronuncia in merito alla classificazione dei messaggi inviati a mailing list come corrispondenza a tutti gli effetti, anche se la sentenza ribadisce quanto già espresso da tutta la dottrina e anche dalla sentenza di primo grado. Un altro precedente è stato deciso nel 2008 dal tribunale di Brescia, che ha stabilito gli stessi principi di base, salvo nel merito arrivare ad una conclusione diversa in base alla valutazione dei fatti di causa. Quali possono essere gli effetti di una simile sentenza? «In primo luogo una maggior attenzione da parte della stampa ad alcuni dettagli che ancora adesso sono trattati con una certa noncuranza. Vi è sempre l'abitudine ad indicare nome e cognome di soggetti che sono al centro di fatti di cronaca, o pretesi tali, e la corte di appello ribadisce che bisogna considerare se effettivamente la pubblicazione di questi nomi sia necessaria agli effetti di informazione del cittadino», spiega a ItaliaOggi Raffaele Zallone, legale di parte attrice. «Inoltre fa fare un passo avanti nel riconoscimento giuridico delle nuove tecnologie, in quanto analizza con cura ed attenzione tutti i dettagli delle mailing list prima di arrivare alla conclusione che sono posta a tutti gli effetti».

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