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In Uk Freedom tax day più lontano

del 30/12/2010
di: Gabriele Frontoni
In Uk Freedom tax day più lontano
L'aumento dell'Iva sposterà in avanti di sei giorni il Freedom tax day (giorno di liberazione dalle tasse) in Inghilterra. Nel 2011 i contribuenti inglesi saranno gravati da uno dei livelli più alti di tasse di sempre. Difficilmente, infatti, percorrendo a ritroso la storia fiscale britannica, ci si imbatte in periodi così duri per le casse dello Stato da richiedere a ogni cittadino almeno 5 mesi del proprio lavoro per contribuire alle necessità di cassa dell'Erario. La rivelazione è contenuta nell'analisi redatta dal Think Tank britannico, Adam Smith Institute, sull'impatto delle nuove politiche fiscali messe in campo dal governo di Londra per far fronte alla crisi economica. Il prossimo anno, il Freedom tax day ovvero il momento della libertà dal Fisco (il riepilogo in tabella è relativo a 27 paesi e all'anno 2010) si sposterà in avanti di 6 giorni rispetto all'anno passato andando a cadere il 30 maggio 2011 rispetto al 24 maggio registrato nel 2010. Questo vuol dire che per i primi 149 giorni dell'anno i cittadini britannici lavoreranno per pagare le tasse e soltanto dal 150° giorno in avanti il reddito generato potrà finire nelle loro tasche. Le ragioni di questo peggioramento nel bilancio fiscale delle famiglie è quasi interamente legato all'aumento dell'Iva dal 17,5% al 20% che entrerà in vigore a partire al 4 gennaio. «Il governo fa bene a dare la priorità al taglio della spesa pubblica. Ma come mostra chiaramente la nostra analisi sul Freedom Tax Day, i contribuenti del Regno Unito sono già sovraccaricati di tasse e balzelli», ha spiegato il numero uno dell'Adam Smith Institute, Tom Clougherty. «Il fatto che passiamo quasi cinque mesi a lavorare per lo Stato e appena sette mesi per noi stessi è un atto d'accusa sconvolgente degli enormi sprechi di cui è responsabile la pubblica amministrazione». Oltre a colpire direttamente la capacità di spesa delle famiglie britanniche, infatti, l'incremento dell'imposta sul valore aggiunto sembra destinata a minare la fiducia dei consumatori erodendo la velocità di ripresa dell'economia del Regno Unito. «Nell'immediato, il governo dovrebbe studiare un sistema di riforma tributaria incentrato su tagli mirati alle tasse per alcune categorie di soggetti economici», ha aggiunto il direttore dell'Adam Smith Institute, Eamonn Butler. «Soltanto questo si può tradurre in uno stimolo alla crescita economica. La pianificazione fiscale di lungo periodo, invece, dovrebbe prevedere uno stravolgimento dell'attuale sistema tributario a vantaggio di una maggiore semplificazione e riduzione del carico medio di imposte che gravano oggi sui singoli individui». Immediata la replica del cancelliere dello scacchiere, George Osborne, secondo cui la riforma dell'Iva è stato il primo vero cambiamento strutturale del sistema fiscale, necessario per affrontare il disavanzo pubblico.

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