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Più responsabilità per i sindaci

del 22/12/2010
di: di Luciano De Angelis
Più responsabilità per i sindaci
I sindaci dovranno focalizzare la loro attenzione anche sulla pianificazione economica e finanziaria della società quando la stessa intraprenda operazioni innovative o di particolare dimensione. Anche le operazioni con parti correlate devono essere attentamente monitorate, mentre ai fini della valutazione del rischio si dovrà tenere in giusta considerazione le dimensioni della società, il suo settore di attività e le caratteristiche organizzative dell'ente. Sono le principali integrazioni apportate dal Cndcec nella stesura definitiva delle norme di comportamento in merito alla sezione attinente i doveri del collegio sindacale (si veda ItaliaOggi di ieri).

Approccio sul rischio. Come noto, le norme di comportamento hanno introdotto il Risk approach per i sindaci. Si prevede, in altri termini, che i controllori sono chiamati a identificare i rischi inerenti all'osservanza della legge e dello statuto nonché quelli inerenti il rispetto dei principi di corretta amministrazione, valutarne la significatività e accertare, sulla base di tali elementi, se nella società, in primo luogo siano disponibili e in secondo luogo risultino applicate, misure di salvaguardia che consentano di eliminare o ridurre ad un livello accettabile tali rischi.

Nelle norme definitive, rispetto alle bozze estive viene meglio chiarito che i controlli sono declinati, attraverso la competenza del collegio e l'esperienza professionale «... in attività specifiche il cui contenuto varia al variare delle dimensioni e delle altre caratteristiche proprie dell'impresa soggetta a controllo. Proprio in tale adattamento si realizza il reale vantaggio di questo approccio, ovvero quello di ottenere il miglior controllo possibile sulla base delle concrete caratteristiche del soggetto controllato. Non esiste, infatti, un sistema di controllo adatto a tutte le imprese».

In altri termini spetterà ai sindaci individuare , in relazione alla dimensione al settore di attività in cui essa opera e alla sua specifica organizzazione una specifica attività di monitoraggio sui rischi che per probabilità di accadimento dell'evento ed impatto dello stesso sulla economia aziendale risultino maggiormente rilevanti per la società. Da rilevare, ed è questa una novità rispetto alle «bozze» che in merito alla identificazione e all'analisi dei rischi, sia richiesta una verbalizzazione solo nel caso in cui tale attività non sia desumibile dall'attività di controllo effettuata ovvero dai documenti di supporto. In altri termini, può non essere richiesta una apposita verbalizzazione dei rischi monitorati quando detta attività risulti con chiarezza dalle carte di lavoro conservate dai sindaci.

Vigilanza su legge e statuto. Laddove l'analisi degli elementi costitutivi e della struttura organizzativa e delle procedure interne dovesse evidenziare rischi inerenti alla violazione della legge e dello statuto, il collegio sindacale richiede all'organo amministrativo l'attuazione delle opportune azioni di miglioramento, la cui realizzazione va monitorata nel corso dell'incarico, al fine di verificarne l'efficacia. Nel caso in cui tali azioni non siano ritenute sufficienti, il collegio adotta le iniziative previste dalla legge per la rimozione delle violazioni. In pratica, appare da ritenersi che il collegio potrebbe essere chiamato a evidenziare ai soci, convocando l'assemblea, i rischi «irragionevoli» per la società.

Vigilanza sulla corretta amministrazione. Sul tema della vigilanza dei principi di corretta amministrazione, dopo aver ribadito che gli atti e le deliberazioni del cda non devono essere pregiudizievoli per l'integrità del patrimonio sociale, che le scelte debbono essere ispirate a criteri di ragionevolezza ed ai corretti principi di economia aziendale e che le decisioni dell'organo volitivo debbono essere prese sulla base di idonee informazioni preventive e consapevolezza della rischiosità, l'attenzione viene posta sulla idonea attività di pianificazione. Oltre a richiedere che le delibere del cda avvengano su idoneo supporto documentale, viene poi evidenziato, che nel caso di operazioni rilevanti per novità e dimensione sia indispensabile una idonea pianificazione economica e finanziaria (business-plan, budget annuali, pianificazione finanziaria e operativa). Viene, inoltre, puntualizzata l'attenzione che l'organo di controllo deve dedicare alle garanzie richieste o rilasciate dalla società in merito alle operazioni espletate. Qualora, a seguito dell'attività di vigilanza il collegio sindacale riscontri criticità nel rispetto dei principi di corretta amministrazione, lo stesso richiede agli amministratori chiarimenti sul loro operato. Nel caso in cui i chiarimenti non siano forniti o risultino inadeguati, i sindaci evidenziano tale situazione al comitato esecutivo ed al cda. In caso di inerzia degli organi amministrativi, della questione potrà essere investita l'assemblea, nei casi più gravi convocata dagli stessi sindaci. Nelle situazioni di irregolarità di cui all'art. 2409 c.c., infine, il collegio sindacale può presentare denunzia al tribunale. È appena il caso di evidenziare come nelle norme definitive (in particolare ci riferiamo alla 3.3) in occasione della periodica informazione di bilancio sembrerebbe non più necessario che i sindaci chiedano agli amministratori gli indicatori di bilancio. Da una lettura sostanziale della norma, tuttavia, si desume che i sindaci, soprattutto in situazioni in cui si evidenzino rischi di continuità aziendale dovranno richiedere all'organo amministrativo una informativa «particolarmente approfondita». Tali informazioni non possono che essere quelle tratteggiate dal principio di revisione 570 nel quale, evidentemente, gli indicatori di bilancio sono fondamentali, insieme ad altri elementi, per la valutazione del «rischio di continuità».

Le operazioni con parti correlate. Sulla base dell'art. 2427, comma 22-bis c.c., che impone agli amministratori di esplicitare le operazioni con parti correlate, nella norma 3.3 viene richiesto ai sindaci di porre particolare attenzione alle operazioni nei confronti dei soggetti che non costituiscono «terze economie». Tale attenzione deve essere focalizzata anche nelle operazioni in cui uno o più amministratori abbiano un interesse per conto proprio o di terzi o in conflitto con quello della società, nonché quando le operazioni poste in essere da amministratori di controllate possano essere condizionate dal volere della controllante.

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