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La valutazione dello stress da lavoro è un'opportunità per tutelare la salute

del 17/12/2010
di: La Redazione
La valutazione dello stress da lavoro è un'opportunità per tutelare la salute
Il dlgs 81/08 impone diversi obblighi al datore di lavoro; nel dettaglio l'art. 28 specifica che deve eseguire la valutazione dei rischi riguardanti la sicurezza e la salute dei lavoratori, senza tralasciare i rischi collegati allo stress lavoro-correlato. Diciamo la verità: al datore di lavoro può risultare un po' più complicato eseguire un'attenta e specifica valutazione dei rischi da stress lavoro-correlato in quanto, gli stessi, sono difficili da individuare rispetto ai rischi comuni che possono causare dei danni fisici per i lavoratori. Il rischio da stress, infatti, può essere presente in qualunque luogo di lavoro; può colpire qualsiasi lavoratore e la sua valutazione ha lo scopo di individuare quelle eventuali fonti che possono comportare infortuni o danni diretti alla salute.

Prevenire, ridurre o eliminare il problema può significare apportare miglioramenti nelle condizioni di salute e sicurezza per i lavoratori e quindi è nell'organizzazione del lavoro, di ogni singola azienda, che bisogna ricercare eventuali elementi di rischio.

Per tale valutazione la Commissione Consultiva indica al datore di lavoro il Servizio di Prevenzione (responsabile del servizio, medico competente e rappresentante dei lavoratori) come elemento di supporter prioritario e fondamentale proprio con la logica di sempre che è quella di «lavare i panni sporchi in casa» prima di stenderli in mezzo alla strada. Non potevano mancare di far sentire la propria voce, in proposito, gli psicologi del lavoro e infatti si è tenuta nei giorni scorsi a Roma una giornata di studio promossa dall'Ordine degli psicologi del Lazio che ha «criticato» il non aver individuato figure e competenze professionali specifiche in grado di condurre un'efficace valutazione dello stress lavoro correlato e questa «lacuna» potrebbe lasciare più scoperto e meno tutelato il lavoratore; per tutelare davvero il lavoratore e potere far emergere con chiarezza situazioni di disagio l'intervento dello psicologo del lavoro può risultare necessario in quanto alcuni strumenti a disposizione di chi andrà a operare la valutazione (interviste semi-strutturate, questionari ecc.) tutti utilissimi, ma che rischiamo di risultare poco efficaci se i dati così rilevati non sono messi in relazione da persona competente con le dinamiche proprie di relazione e la gestione dell'organizzazione specifica di quell'azienda. Il presidente Marialori Zaccaria ha inviato al presidente la Commissione permanente del ministero del lavoro, una nota in cui, plaudendo all'impegno profuso dal ministero attraverso la Commissione Consultiva Permanente, si auspica che a questo passo possa seguire un ulteriore approfondimento della tematica per far sì che datori di lavoro e responsabili dei servizi di prevenzione siano consapevoli della opportunità di rivolgersi a personale competente a seconda del rischio oggetto di valutazione. Comunque dal 31 dicembre, niente più proroghe e si inizia: questa è la cosa più importante!

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