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C'è truffa? Danni patrimoniali alla banca

del 17/12/2010
di: La Redazione
C'è truffa? Danni patrimoniali alla banca
Riconosciuto alla banca il danno patrimoniale in caso di truffa nell'apertura di conti correnti. Anche l'indebito ottenimento con generalità false di conti bancari può costituire ingiusto profitto, con correlativo danno all'istituto di credito. La titolarità di un conto, infatti, oltre ad offrire al correntista la possibilità di emettere assegni, consente al soggetto anche di fruire di ulteriori servizi accessori, mentre per la banca ci sono da un lato lo svantaggio di aver instaurato il rapporto con un cliente che non offre alcuna garanzia, e dall'altro lato il dispendio di tempo e denaro una volta venuta alla luce la truffa. È quanto ha affermato la seconda sezione penale della Cassazione con la sentenza n. 44379/10, depositata ieri. Il caso vedeva ricorrere un soggetto condannato per essere stato a capo di un'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie di truffe e falsi, attraverso l'apertura di numerosi conti correnti presso oltre 30 banche al fine di ottenere la consegna dei libretti di assegni da utilizzare per la spendita senza relativa provvista (c.d. «assegni cabriolet»). Il ricorso si basava sul fatto che il tribunale della libertà aveva omesso di argomentare il danno patrimoniale subito dalla banca. Una tesi che però non ha trovato concordi i magistrati della Suprema corte, che aggiungono come «anche il semplice accredito in conto corrente di assegni di illecita provenienza costituisce ingiusto profitto, atteso che esso consente di far fittiziamente figurare, nei confronti di terzi, una determinata disponibilità sul conto». Pertanto il ricorso viene rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.
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