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Il fisco cerca un'Iva più snella

del 02/12/2010
di: Pagina a cura di Cristina Bartelli
Il fisco cerca un'Iva più snella
Una comunicazione annuale dei dati Iva che non crei duplicazioni di adempimenti. E dunque sganciamento della dichiarazione da Unico mentre deve rimanere la dichiarazione disgiunta entro il 28 febbraio. Possibilità per i contribuenti di poter compensare le somme riconosciute nelle sentenze, un riordino dei tassi degli interessi di mora attualmente disallineati tra amministrazione e contribuente. E un restyling del modello 770. Mentre alla richiesta di riduzione del numero dei codici tributo è stato ricordato che in questi ultimi anni qualcosa è stato fatto nella direzione dello snellimento, con la soppressione di più di 200 codici tributi sotto la guida di Befera. Sono queste alcune delle proposte di semplificazione su cui è arrivato il «si può fare» di Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle entrate che ha aperto al confronto operativo, ieri a Bergamo, durante il VI convegno regionale organizzato dal coordinamento degli ordini dei dottori commercialisti e degli esperti contabili della Lombardia, dall'Agenzia delle entrate della Lombardia e dall'ordine dei dottori commercialisti di Bergamo: «Aziende e professionisti tra semplificazione e recupero dell'evasione».

I 59 desiderata preparati dal Codis, coordinamento degli ordini dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, su un primo impulso dell'Osservatorio fiscale di Monza e Brianza, presieduto da Gilberto Gelosa, sono stati dunque passati in rassegna dal numero uno di via Cristoforo Colombo che ha aperto su diverse questioni precisando però che laddove si tratta di impegno di modificare la norma si entra in un campo che non appartiene all'Agenzia. Befera ha anche annunciato che il testo delle proposte sarà recapitato al tavolo per la semplificazione a cui siedono i rappresentanti degli ordini professionali, i tecnici dell'Agenzia e i rappresentanti delle imprese.

Nell'apertura dei lavori Carlo Palumbo, direttore regionale della Lombardia, ha annunciato che «è in preparazione un questionario congiunto con i dottori commercialisti per testare il livello di gradimento dei servizi offerti e che», ha ricordato Palumbo, «i rapporti tra fisco e contribuenti sono stati modificati perché si cerca di avere il massimo rispetto del contribuente».

Gilberto Gelosa, presidente dei dottori commercialisti di Monza si è soffermato sulla disamina degli adempimenti che spesso creano delle duplicazioni di lavoro per i professionisti e le imprese. In particolare l'abolizione dell'obbligo di presentazione della comunicazione Iva annuale. «La comunicazione», ha ricordato Gelosa, «rappresenta una sostanziale duplicazione degli adempimenti dal momento che gli stessi sono indicati in dichiarazione Iva annuale». Sul punto è arrivata l'apertura dell'Agenzia con la precisazione che però resta fermo l'adempimento legato alla scadenza del 28 febbraio.

Attilio Befera, prima di rispondere alle proposte di semplificazione ha sottolineato che «la democrazia basata sul deficit non esiste più. Lo stato italiano non può più produrre deficit, il 3% di rapporto deficit/pil si traduce in un incremento del debito di 50 mld di euro. E gli interessi sul debito sono una tassa occulta». Ma ha anche aggiunto che «sebbene l'Italia abbia 200 basis point altri paesi in fase più critica che non hanno fatto la nostra politica di contenimento hanno 600 basis point». E il piano si è spostato sulla lotta all'evasione anzi il recupero dell'evasione che per Befera è problema culturale: «Far capire a tutti che l'evasione danneggia anche chi evade perché l'occultato al fisco non è un reinvestimento». Befera, rispondendo a Franco Tentorio, sindaco di Bergamo che ha invitato a non basare gli obiettivi dell'Agenzia nel reddito accertato ma nell'aumento del numero delle verifiche, ha ricordato la lettera che ha inviato ai direttori: «L'obiettivo dell'Agenzia è il recupero effettivo, l'obiettivo non è un accertamento che non ha senso logico. Quando l'accertamento non c'è, accanirsi con pseudo eccezioni non è un successo per l'Agenzia». Sulle semplificazioni proposte dai dottori commercialisti Befera ha evidenziato che se «la dichiarazione dei redditi è semplice si riduce un costo amministrativo». E sull'abuso di diritto ha annunciato di aver avviato un monitoraggio: «Siamo in attesa dei dati sull'uso che fa l'Agenzia di abuso di diritto e elusione, siamo per un uso moderato di questi strumenti, cum grano salis senza danneggiare il contribuente, perché», sottolinea Befera citando Isaia, (di cui nella sala Giovanni XXIII campeggia il versetto: Ricchezze vere sono saggezza e conoscenza), «vogliamo operare con saggezza e non danneggiando le imprese» e conclude con una battuta ricordando che «l'efficace esattore è come colui che riesce a tirare il maggior numero di piume dell'oca con il minor numero di grida». Infine Raffaello Lupi, ordinario di diritto tributario e scienza delle finanze di Tor Vergata ha chiesto di smetterla con il cilicio autopunitivo di associare l'evasione delle frodi carosello alla determinazione della ricchezza, perchè c'è una differenza tra chi nasconde le ricchezze e c'è una differenza con la ricchezza palese: «L'obiettivo del fisco sarebbe quello di cercare i quattrini messi nell'ombra e deve fare un'operazione valutativa e di stima perchè non può esistere la contabilità dell'evasione. E i commercialisti», conclude Lupi, «invece di investire il legislatore di proposte di semplificazione normativa devono sedersi intorno a un tavolo con i tecnici dell'amministrazione e con loro operare a lavorare per la determinazione della ricchezza».

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