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Primo sì alla riforma forense

del 24/11/2010
di: di Gabriele Ventura
Primo sì alla riforma forense
Via libera del Senato alla riforma forense. Il disegno di legge che riordina l'avvocatura è stato approvato ieri dall'Assemblea con 155 voti favorevoli, 114 contrari e 11 astenuti. Il testo passa ora alla Camera. Hanno votato a favore della riforma Pdl, Lega Nord e Fli, si è astenuta l'Udc e hanno votato contro Pd, Idv e il gruppo Misto (Mpa-As). Il disegno di legge emendato ripristina le tariffe minime vincolanti, il divieto del patto di quota lite, prevede l'assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile, istituisce le specializzazioni forensi e stabilisce la riserva di consulenza legale. Mentre, rispetto a oggi, non cambiano forma l'accesso e l'esame di stato e resta il divieto di costituzione di società di capitali per gli avvocati. «Si tratta di un'importante riforma, attesa sia dall'avvocatura italiana che dai cittadini da lungo tempo e oggi siamo vicini più che mai alla sua approvazione definitiva, dopo più di cinquant'anni di tentativi infruttuosi. Il nuovo statuto dell'avvocatura è indispensabile per garantire la pienezza del diritto di difesa dei cittadini ed è un passo significativo per l'attuazione dei principi del giusto processo nel nostro ordinamento. Un intervento che anticipa molti dei contenuti della prossima riforma delle professioni perché assicura un'avvocatura più specializzata, più indipendente e più qualificata professionalmente, responsabilizzando al massimo l'ordine degli avvocati», ha affermato il ministro della giustizia Angelino Alfano. Entrando nel dettaglio, l'art. 12 sulle tariffe prevede che «gli onorari minimi previsti dagli scaglioni tariffari di riferimento commisurati al valore di ciascuna controversia sono inderogabili e vincolanti. Se le parti convengono una clausola di contenuto contrario, questa è nulla e sono dovuti gli onorari minimi». Per quanto riguarda invece le specializzazioni, l'art. 8 prevede che per accedere al percorso per diventare specialista, basterà un anno di iscrizione all'albo. Il periodo di formazione avrà una durata minima di due anni per un totale di almeno 150 ore complessive. Al termine, l'avvocato sostiene un esame di specializzazione presso il Cnf e dovrà poi curare il proprio aggiornamento professionale. Quanto al tirocinio, invece, dovrà essere svolto in forma continuativa per 24 mesi. I praticanti avvocati saranno retribuiti dal secondo anno «con un rimborso adeguato all'attività svolta per conto dello studio», al netto però dell'utilizzo dei servizi e delle strutture interne. Ma secondo Gianrico Carofiglio (Pd), «questa riforma affronta in maniera scorretta temi fondamentali come la tutela dei giovani, le tariffe professionali, le incompatibilità che rendono impossibile l'accesso a chi non abbia un certo reddito e le riserve di attività».

Le reazioni

È «un fatto storico» per il Consiglio nazionale forense: «giovedì (domani, ndr) si apre il XXX Congresso nazionale forense», ha detto il presidente Guido Alpa, «siamo fiduciosi che da Genova arrivi forte il segnale di un'avvocatura pronta a raccogliere le sfide e che si proponga come garante della legalità e della promozione dei diritti». Quanto al successivo passaggio alla Camera, che si auspica avvenga in tempi rapidi, dal Cnf viene una richiesta di riflessione su alcuni aspetti quali «l'inserimento di alcuni limiti alla possibilità di iscrizione all'albo, che garantirebbero maggior professionalità e l'attribuzione di un più ampio potere regolamentare al Cnf». Parziale la soddisfazione da parte dell'Oua. «Per quanto riguarda le tariffe e la consulenza legale esclusiva», ha affermato il presidente Maurizio de Tilla, «è un ottimo risultato. Per l'accesso e alcune norme sulla formazione invece non siamo certo soddisfatti. Abbiamo in mente di fare istanza alla Camera sul numero chiuso perché altrimenti non si risolve il problema dell'eccessivo numero di avvocati presenti in Italia». L'Unione delle camere penali esprime perplessità 1per il pesante intervento modificatore dell'aula che rischia di snaturare ispirazione e funzionalità della nuova disciplina della professione d'avvocato, specie sul punto della specializzazione». E secondo il presidente dell'Aiga, Giuseppe Sileci, «il testo approvato migliora l'attuale disciplina dell'ordinamento forense, contenendo importati novità». Critico, invece, il parere del segretario generale dell'Anf, Ester Perifano, che giudica il testo «inadatto alle sfide dell'avvocatura».

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