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Il contratto? La mandante può disdettarlo quando vuole

del 16/11/2010
di: La Redazione
Il contratto? La mandante può disdettarlo quando vuole
Domanda. Ho avuto la disdetta del mandato da parte della mandante senza motivazione e con effetto immediato. Proprio di recente, in occasione di una riunione aziendale, avevo invece ricevuto rassicurazioni sia sulla prosecuzione del rapporto sia sull'ampliamento della gamma di prodotti da commercializzare. È legittimo tale comportamento ?

Risposta. È facoltà della mandante recedere dal contratto a tempo indeterminato in qualsiasi momento. Non vi è necessità né obbligo di motivare la decisione, salvo che la risoluzione in tronco sia intimata per grave inadempimento dell'agente. Sul punto una giurisprudenza consolidata prevede infatti che in caso di recesso per giusta causa la preponente debba comunicare contestualmente alla volontà di recedere dal contratto anche gli addebiti mossi all'agente. Nel caso di specie, in assenza di specifica contestazione, si deve ritenere che la preponente abbia voluto semplicemente porre termine al rapporto a seguito di proprie valutazioni di opportunità. In questa ipotesi l'agente ha diritto, oltre alle indennità di fine rapporto previste dalla normativa applicabile in concreto al rapporto (contrattazione collettiva o codice civile), anche all'indennità sostitutiva del preavviso. Tale, indennità è pari a tanti dodicesimi delle provvigioni liquidate nell'anno precedente a quello di risoluzione moltiplicati per i mesi del preavviso spettanti. Laddove più conveniente il calcolo può essere effettuato sulle provvigioni maturate nei 12 mesi immediatamente precedenti la cessazione del rapporto. Ovviamente va verificato se sussistano i presupposti per una eventuale richiesta di risarcimento del danno a causa del comportamento tenuto dalla mandante. Il danno può configurarsi, nell'ipotesi in cui l'agente abbia rinunciato ad assumere altri mandati in relazione ai prodotti di cui la mandante aveva assicurato la futura commercializzazione o nel caso in cui l'agente abbia sostenuto delle spese in previsione dell'ampliamento dei prodotti da promuovere come per esempio l'affitto di un ufficio più grande, l'assunzione personale di supporto ecc.

D. La mandante mi ha comunicato che, in base all'articolo 2 del Aec 16/2/09, dall'1/2/2111 l'aliquota provvigionale passerà dal 9 all'8%. È corretto?

R. Se il suo contratto richiama l'Aecc citato, la comunicazione della preponente è corretta. L'articolo 2 infatti prevede per variazioni di provvigioni di media entità (cioè comprese tra il 5 e il 20% delle provvigioni di competenza dell'agente nell'anno solare precedente) che le stesse possano essere realizzate previa comunicazione scritta all'agente con un preavviso di almeno due mesi per i plurimandatari, ovvero quattro mesi per i monomandatari. Pertanto se lei è plurimandatario il termine è stato perfettamente rispettato. Nel caso invece di monomandato lei avrà diritto all'indennità sostitutiva per il mese non concesso sempre in base a quanto disposto dall'art. 2.

Luca Orlando

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