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Tracciabilità degli appalti a due vie

del 05/11/2010
di: di Andrea Mascolini
Tracciabilità degli appalti a due vie
Dal 7 settembre la tracciabilità dei flussi finanziari è applicabile per tutti i contratti, subappalti e subcontratti di appalto stipulati dopo il sette settembre 2010 e per tutti i concessionari di finanziamenti pubblici. Entro il 7 marzo 2011, invece, dovranno essere adeguati agli obblighi di tracciabilità i contratti, subappalti e subcontratti stipulati prima del 7 settembre 2010. È quanto prevede lo schema di decreto legge in materia di sicurezza che contiene anche le disposizioni in materia di tracciabilità dei flussi finanziari, integrative e attuative delle disposizioni della legge 136/2010. Il provvedimento andrà stamane al vaglio del consiglio dei ministri. Le due norme dedicate al tema della tracciabilità non comprendono quindi alcuna sospensione dell'efficacia dell'obbligo previsto dall'articolo 3 della legge 136/2010 (fortemente richiesta dalle organizzazioni imprenditoriali «per tutti i contratti», con un comunicato confindustriale emesso martedì): l'efficacia delle norme è quindi piena anche se con regimi differenziati a seconda della data della stipula dei contratti; prevede invece chiarimenti e integrazioni alla disciplina varata nei mesi scorsi con la legge 136. Infatti, il decreto conferma che la tracciabilità opera per i contratti stipulati successivamente al sette settembre 2010, nonché ai relativi subcontratti e subappalti, e per i concessionari di finanziamenti pubblici; per i contratti (e relativi subappalti e subcontratti) stipulati prima del 7 settembre il decreto legge consentirà l'adeguamento di tutti i contratti e dei subcontratti alle disposizioni sulla tracciabilità previste dalla legge 136 e dal decreto legge stesso, entro 180 giorni, cioè entro il 7 marzo 2011. Una delle novità è la soppressione del rinvio al dpcm che avrebbe dovuto dettare entro sei mesi ulteriori norme attuative da seguire. Nella sostanza il decreto legge chiude a ogni possibile integrazione successiva e offre un quadro di riferimento finalmente chiaro e univoco anche per quel che attiene alle sanzioni da irrogare e ai sistemi alternativi al bonifico bancario o postale che gli operatori potranno utilizzare. Su quest'ultimo punto viene chiarito che per i pagamenti destinati a dipendenti, consulenti e fornitori di beni e servizi rientranti tra le spese generali, nonché per i pagamenti destinati all'acquisto di immobilizzazioni tecniche, nonché per il pagamento di spese estranee a lavori, forniture e servizi che necessitano di somme provenienti dai «conti dedicati», sarà possibile utilizzare, oltre al bonifico bancario o postale, anche altri strumenti di pagamento idonei a consentire la piena tracciabilità delle operazioni», per l'intero importo dovuto. Un'altra novità è rappresentata dal fatto che gli strumenti di pagamento (bonifici, Rid ecc.) dovranno indicare in relazione ad ogni transazione finanziaria il Codice identificativo di gara (Cig) assegnato dall'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici e, soltanto nei casi in cui ciò sia obbligatoriamente previsto dalla legge 2/2003, il Codice unico di progetto (Cup), che quindi, in queste ipotesi, si aggiungerebbe al Cig. Viene poi soppressa la norma che imponeva alla stazione appaltante di chiedere il Cup al dipartimento competente della presidenza del consiglio. Viene confermata la definizione di «filiera delle imprese» con riguardo (oltre ai contratti principali) ai subappalti e ai subcontratti stipulati «per l'esecuzione anche non esclusiva del contratto»; si tratta di un chiarimento che sembra ricomprendere anche i fornitori dei subappaltatori, laddove la fornitura non sia generica, ma preordinata alla specifica esecuzione del contratto. Il decreto chiarisce che l'utilizzo «anche in via non esclusiva» di un conto dedicato per i pagamenti relativi a commesse pubbliche, consente di utilizzare il o i conti dedicati (bancari o postali) «anche promiscuamente per più commesse, purché per ciascuna commessa sia effettuata la comunicazione alla stazione appaltante»; in sostanza si potranno su questi conti effettuare anche operazioni estranee alle commesse pubbliche comunicate. Per quel che riguarda le sanzioni per violazione degli obblighi di legge saranno i prefetti della provincia dove ha sede la stazione appaltante o concedente i finanziamenti pubblici.

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