Consulenza o Preventivo Gratuito

Nell'impresa individuale anticipazione non imponibile

del 21/10/2010
di: Debora Alberici
Nell'impresa individuale anticipazione non imponibile
Il versamento di denaro a titolo di anticipazione fatto dal titolare dell'impresa individuale non è una sopravvenienza attiva dell'impresa e quindi non è imponibile.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 21511 di ieri, ha accolto il ricorso del titolare di un'impresa individuale che aveva effettuato una anticipazione. L'ufficio delle entrate aveva spiccato un accertamento di oltre 50mila euro corrispondente a una postazione passiva di bilancio (anticipazione del titolare) che l'ufficio riteneva non giustificata contabilmente. Contro l'atto impositivo il contribuente aveva fatto ricorso di fronte alla commissione tributaria provinciale di Roma che gli aveva dato ragione. Quindi l'amministrazione finanziaria ha fatto presentato appello alla commissione tributaria regionale del Lazio che ha accolto, ribaltando completamente le sorti della causa.

A questo punto il titolare dell'impresa di vendita di materiale edilizio ha presentato ricorso in Cassazione, che è stato accolto sul punto dell'anticipazione. In particolare la difesa del contribuente ha sostenuto che il fisco avrebbe sbagliato a considerare come reddito imponibile il versamento di somme fatto dal vertice aziendale a titolo di anticipazione «a similitudine di quanto la legge stabilisce per i versamenti effettuati (o per i crediti rinunciati) dal socio, anche unico, in favore della società di persone da lui partecipata». Una tesi, questa, accolta dai giudici della sezione tributaria del Palazzaccio. In particolare gli Ermellini hanno motivato che «i versamenti di somme a titolo di ''anticipazione'' effettuati dal titolare dell'impresa individuale in favore di questa, non possono essere inclusi fra i ricavi e le sopravvenienze attive, ai sensi degli art. 53, 54 del dpr 917/1986, atteso che, se integrano prestiti con obbligo di restituzione, non comportano un profitto in società, ma si esauriscono con un incremento di liquidità, e, se siano effettuati a fondo perduto o in conto capitale, aumentano il patrimonio sociale, ma non sono computabili fra le sopravvenienze attive, in base all'espressa previsione del quarto comma del citato art. 5».

vota