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L'antieconomicità fa prova per la falsa fatturazione

del 16/10/2010
di: Debora Alberici
L'antieconomicità fa prova per la falsa fatturazione
L'antieconomicità dell'operazione e le dichiarazioni dei clienti dell'azienda sono sufficienti a provare le fatture false, nonostante il divieto di testimonianza nel processo tributario.

È quanto sancito dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 21317 del 15 ottobre 2010, ha dato torto a una srl.

I giudici della commissione tributaria avevano preso come parametro di riferimento, per provare la falsa fatturazione, l'antieconomicità dell'operazione (in particolare l'affitto di una macchia che risultava venduta) e le dichiarazioni dell'acquirente, che l'avrebbe comprata, rese alla Guardia di Finanza.

Parametri, questi, contestati dall'azienda in sede di legittimità ma avallati da Piazza Cavour. Applicando a questo caso una serie di principi di diritto, i giudici hanno precisato che «può darsi ingresso alle dichiarazioni rese da terzi agli organi dell'Amministrazione Finanziaria o in altra sede qualificata, come ad ogni altro elemento indiziario acquisito in sede di verifica amministrativa, purché tali indizi trovino ulteriore riscontro nelle risultanze dell'accesso dei verbalizzanti, essendo appena il caso di rimarcare, in primo luogo, che la precisazione dell'imprenditore di non aver affidato ad altri l'autogru costituisce un quid pluris rispetto alla circostanza non contestata dell'alienazione della stessa da parte del presunto noleggiatore, e che tale coacervo di indizi, di pregnante gravità, viene rafforzato, nella decisione scrutinata, dal riferimento alla natura antieconomica del ricorso al noleggio da parte della società contribuente».

Ma non è ancora tutto. «Qualora l'Amministrazione finanziaria», si legge ancora in sentenza, «contesti al contribuente l'indebita detrazione di fatture, in quanto relative ad operazioni inesistenti, la prova della legittimità e della correttezza delle detrazioni deve essere fornita dal contribuente mediante l'esibizione dei documenti contabili legittimanti». Ed infatti, se è vero che l'Amministrazione non può limitarsi ad una generale ed apodittica non accettazione della documentazione del contribuente, essendo suo onere quello di indicare specificamente gli elementi, anche indiziari, sui quali si fonda la contestazione, è altrettanto vero che resta onere del contribuente dimostrare l'effettiva esistenza delle operazioni.

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