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Iva più leggera sul metano

del 16/10/2010
di: di Franco Ricca
Iva più leggera sul metano
Iva più leggera sul metano condominiale: ai fini dell'applicazione dell'aliquota al 10% sulle somministrazioni per usi civili, il limite massimo agevolabile di 480 metri cubi annui, in caso di fornitura centralizzata a condomini e cooperative, va moltiplicato per il numero delle utenze. Soltanto sull'eccedenza rispetto al quantitativo così determinato l'Iva è dovuta con l'aliquota ordinaria del 20%. Qualora il calcolo sia stato effettuato diversamente, l'utente potrà chiedere al fornitore la restituzione della differenza d'imposta. Il fornitore, a sua volta, potrà chiedere il rimborso al fisco, entro due anni dal pagamento dell'imposta, dimostrando di avere restituito il tributo all'utente. Sono i chiarimenti forniti dalle Entrate con risoluzione 108 del 15/10/2010, in merito alla disposizione del n. 127-bis della tab. A, parte III, allegata al dpr 633/72, che assoggetta all'aliquota del 10% la somministrazione di gas metano usato per combustione per usi civili limitatamente a 480 metri cubi annui. La disposizione, in seguito alle modifiche apportate dal dlgs 26/07, accorda l'agevolazione non più in base alla tipologia di utilizzo, ma all'entità del consumo, prevedendo l'aliquota del 10% sui primi 480 mc annui consumati per usi civili, mentre i metri cubi eccedenti devono essere assoggettati all'aliquota del 20%. La circolare 2/08 aveva già precisato che i consumi di gas naturale esposti nella bolletta o fattura vanno assoggettati all'aliquota del 10%, imputandoli allo scaglione agevolato di 480 mc, fino al raggiungimento del limite, a partire dal 1° gennaio di ogni anno (o, se successiva, dalla data di attivazione del contratto) e fino al 31 dicembre dell'anno stesso (o, se anteriore, fino alla data di cessazione). L'agenzia chiarisce ora che, circa le somministrazioni di gas metano per usi civili nei confronti di condomìni e cooperative di abitanti di edifici abitativi dotati di impianti centralizzati, il limite di 480 mc annui «va riferito alle singole utenze di ciascuna delle unità immobiliari che costituiscono il condominio o la cooperativa di abitanti». Di conseguenza, l'aliquota ridotta del 10%, fermo restando il requisito del consumo per usi civili, spetta fino al raggiungimento del quantitativo massimo annuale di 480 mc con riferimento a ciascuna delle utenze del condominio o cooperativa; in sostanza, in presenza di un impianto centralizzato, il quantitativo di 480 mc va moltiplicato per il numero delle unità immobiliari il cui impianto di riscaldamento è allacciato a quello centrale.

Regolarizzazione delle posizioni pregresse. Al riguardo, dopo avere ricordato l'autonomia dei rapporti che insorgono per effetto della rivalsa dell'Iva, l'agenzia osserva che, qualora i fornitori abbiano adottato comportamenti difformi rispetto a quello suindicato, gli utenti potranno chiedere la restituzione dell'importo corrispondente alla maggiore imposta addebitata direttamente alla società che eroga il gas. I fornitori, per recuperare l'eccedenza d'imposta versata all'erario, non potranno avvalersi del meccanismo di rettifica previsto dall'art. 26, c. 2, del dpr 633/72; l'agenzia spiega questa preclusione in ragione della «eccezionalità della situazione» e della necessità di evitare indebiti arricchimenti. Essi dovranno invece ricorrere alla procedura di rimborso ex art. 21, dlgs 546/92, presentando domanda entro due anni decorrenti «dalla data del versamento dell'imposta applicata nella misura del 20 per cento», ma dovranno dimostrare di avere effettivamente restituito agli utenti l'imposta richiesta all'erario.

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