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Cisal: la riforma fiscale è urgente

del 14/10/2010
di: di Vincenzo Lucarelli
Cisal: la riforma fiscale è urgente
Non è la prima volta che la Cisal sulle pagine autogestite di ItaliaOggi parla di tasse. Né questa pagina sarà l'ultima purtroppo, anche perché da alcune settimane l'opinione pubblica, svegliatasi dal torpore estivo e climatico, ha alzato le antenne della propria attenzione su un argomento preciso: la riforma fiscale, conditio sine qua non capace di favorire la crescita.

In particolare, si tratta di intervenire, sottolinea il segretario generale della Cisal, Francesco Cavallaro, sui redditi da lavoro dipendente, derivanti da un abbassamento della prima aliquota, nonché sulle pensioni. Tale, aggiunge, da determinare un esito equilibrato, su cui si va articolando finalmente (così pare) una risposta politica, verso la quale converge ora anche la Confindustria, visto l'indirizzo assunto da altre rappresentanze sociali, che pone il governo nella condizione di onorare un impegno preciso del suo originario programma di legislatura. Quest'ultimo confermato peraltro nei giorni scorsi durante una conferenza stampa a sorpresa del presidente del consiglio circa un'ipotesi non peregrina in itinere, tanto meno di tipo elettoralistico. Quindi, coerente con la dichiarata impostazione iniziale dell'attuale governo, nonostante le osservazioni del fondo monetario internazionale e del commissario europeo per gli affari economici. Osservazioni che richiamano sempre e comunque il peso del debito pubblico italiano.

Al di là di quest'ultimo non sarebbe possibile tergiversare sulla soluzione da dare al problema specifico che, secondo la Cisal, «chiuderebbe il cerchio dei miglioramenti fiscali, già adottati nella prima fase della legislatura, riguardanti la casa con l'abolizione dell'Ici, inclusa la cedolare secca sugli affitti, che fino a ora hanno dato alcuni risultati confortanti. Infatti, basta osservare la crescita del mercato immobiliare (in controtendenza rispetto a ciò che avviene in altri paesi dell'eurozona con l'emersione di ulteriori bolle immobiliari), come positivo riscontro di uno stimolo fiscale, applicato a un tessuto sano e affidabile».

Va da sé, ricorda Cavallaro, l'estensione di analoga applicazione a favore delle imprese, ottenendo benefici tangibili, anche se non proprio di immediato effetto; senza dimenticare che l'azione dell'esecutivo, concentrata sulla detassazione degli aumenti collegati alla produttività, è apprezzata. Ma da sola non basta. Resta, tuttavia, nella sua interezza l'ulteriore riduzione dell'evasione e dell'elusione fiscale anche come doveroso riconoscimento di correttezza comportamentale nei confronti dei contribuenti leali verso il paese.

Inoltre, secondo il segretario generale, «senza crescita non si registra occupazione tangibile, mentre l'aumento puramente monetario dei redditi, disgiunto dalla produttività, diventa illusorio e rischia di tradursi in inflazione».

«Sono scelte che la Cisal ritiene meritevoli di essere realizzate con urgenza (e, prima ancora, concordate tra le parti in causa), inaugurando una stagione condivisa di specifiche acquisizioni, sia pure calibrate sulla necessità di tenere sotto controllo il bilancio pubblico». L'acquisizione di riferimento è dettata anche dalla campagna contro la Cisl, ormai salita a un nuovo gradino di ostilità, che ha preso di mira gli esponenti di un'organizzazione di ispirazione libera e democratica, in conseguenza di una diaspora politica molto accesa contro quelle rappresentanze che hanno sottoscritto l'accordo generale sul nuovo modello contrattuale, usando metodi inaccettabili di contestazione, con i quali si nega il rispetto dovuto agli altri partner sindacali e ai lavoratori specificatamente rappresentati.

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